Valerio dà i numeri
di Valerio Terra Abrami *
* Direttore centrale per le Statistiche e le Indagini sulle Istituzioni Sociali dell'Istat.
© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
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Il Governo Prodi è caduto. Vittima dei traditori di sempre. Chi ha preso voti per fare una cosa ne ha fatta un’altra.
Si nascondono dietro il dettato costituzionale, secondo il quale un parlamentare non ha vincolo di mandato.
Peccato che il dettato costituzionale sia ispirato alla tutela della coscienza del rappresentante a tutela dei suoi
rappresentati mentre l’interpretazione che i Gattopardi ne danno è che possono fare quello che cavolo vogliono
una volta che hanno messo il didietro sulla poltrona. E tante pernacchie a chi li ha votati. Usano la Carta
Costituzionale come se fosse carta igienica. E intanto gonfiano il loro conto in banca… Certo, va detto che i vari
Dini e Mastella hanno l’attenuante di aver davvero bisogno di questi pochi denari. In fondo i veri precari sono
loro, che non riescono mai ad aver la certezza del posto fisso di velluto rosso e che a ogni legislatura sono
sottoposti all’estenuante rischio di restare senza quell’umile prebenda che garantisce loro una modesta
sopravvivenza e una misera pensione. Così l’ex dg di Bankitalia è costretto a restare abbarbicato ai questi quattro
euro - che noi ricchi cittadini ed elettori di un Paese dei G8 gli garantiamo -per poter sopravvivere. Eleviamo per
lui un peana di umana solidarietà.

Non c’è nessuna legge, nemmeno la più alta, che può rendere uomo un pulcinella o un traditore. Nemmeno la
Costituzione, per la cui scrittura tanti uomini - senza escludere in fondo nemmeno coloro che hanno combattuto
contro la democrazia - hanno dato la vita. E irridendo tutti noi che siamo andati a votare per una parte o per l’
altra, fanno e disfano, del tutto incuranti del baratro sull’orlo del quale hanno spinto questo disgraziato Paese.
Ancora una volta, come sempre in passato, le poche persone oneste che con tenacia e senso del dovere hanno
portato avanti progetti concreti e fatti compiuti, nell’interesse di tutti, sono stati traditi dalle molte persone
disoneste i cui interessi personali sono stati messi in pericolo da comportamenti virtuosi, con il consenso di massa
delle innumerevoli schiere e corporazioni dei loro schiavi e portaborse.

E attenzione, Italiani del Messico, che le iene e i traditori squillano trombe di cambiamento. Chiamano alle armi
(tanto se le procurano…) per la rivoluzione, per la libertà. Come sempre. Ma invece, vogliono lasciare l’Italia
esattamente come è sempre stata. Divisa. E anche sporca e ricolma di immondizia, non solo quella di Napoli, ma
soprattutto quella dell’evasione fiscale, dei condoni edilizi, della prepotenza, della mafia, della camorra, della
‘ndrangheta, della corruzione, della concussione, dell’abuso di potere, dell’ignoranza elevata a conoscenza, delle
fiction, dei reality show, del conflitto permanente d’interessi, dell’incoltura dilagante, del giornalismo d’accatto, dell’
immagine che si finge realtà. Ecco l’eterno e laido imbroglio italiano del Gattopardo.

Abbiamo avuto una possibilità vera di riagganciare l’Europa, sia in termini di indicatori economici, sia in termini di
credibilità politica e culturale, grazie ai nostri rari e indomabili uomini nobili. Abbiamo appena toccato con mano
questo obiettivo. Ma i nostri soverchianti e orridi, immorali e immortali, orchi e gattopardi sono riusciti nell’obiettivo
di farlo naufragare in extremis. Ora, Italiani d’Italia, del Messico e di tutto il mondo, siamo veramente nei guai.
Politica, l’Italia dei traditori
Il Sole d'Italia numero 58  
1 - 15 febbraio 2008