Noi Italiani abbiamo sempre una marcia in più, almeno nell’ambito della ristorazione. Sappiamo valorizzare bene l’enorme
patrimonio gastronomico e soprattutto il nostro attaccamento alle radici e alle tradizioni culinarie delle nostre nonne. Così,
se i «Gringos» (come sono definiti qui in Messico) hanno inventato il fast-food, noi italiani siamo da anni portabandiera
dello slow food. Ora siamo anche andati oltre: un nuovo fenomeno, infatti, ha preso campo nel Bel Paese. Si chiama street-
food.
La scelta del nome è discutibile (copiamo sempre il linguaggio degli americani; perché non coniare un termine italiano?): l’
idea, infatti, oltre a essere originale, è tipicamente italiana. Chi l’avrebbe detto che arancini, piadine e calzoni sarebbero
diventati la nuova moda? Già, perché i ristoranti troppo cari vengono snobbati mentre noi andiamo sempre più di fretta.
Eppure non vogliamo rinunciare ai piaceri del palato. E così ci fermiamo lungo la strada che diventa il nuovo luogo del
gusto.Lo street-food comprende specialità di ogni tipo: se in Inghilterra prediligono il fish and chips e nei paesi Arabi il
Kebab, in Italia preferiamo una bella piadina che in Messico diventa burrito. Per conoscere tutti i “cibi da strada” italiani,
visitate www.streetfood.it: troverete mappe, itinerari gastronomici e ricette.
Il sito internet nasce da un’approfondita ricerca sulle tradizioni culturali legate al “cibo da strada”. Perché tutto ciò che viene
cucinato, o elaborato sul momento, oltre a rappresentare una tradizione è anche un mondo da esplorare.
Navigando sul sito, si possono scoprire i luoghi dove quei “mangiari” hanno origine e ancora sussistono: www.streetfood.it
è quindi anche un veicolo pubblicitario e comunicativo di certi “saperi” e “sapori”. Insomma: il cibo da strada non è una
moda, ma un mito. Perché è sempre esistito.
«Con buona pace e gioia delle strutture turistiche, si possono visitare città e campagne in tutti i periodi dell’anno» si legge
sul sito. Infatti, spiegano ancora su www.streetfood.it, in Italia «molti “mangiari” sono composti con ingredienti reperibili e
consumabili anche in autunno e in inverno».
Se passate da Modena non perdetevi il Ciaccio Montano di Pàlagano (piadina con ricotta vaccina e parmigiano tipica dell’
Appennino Modenese). Se invece vi trovate a Napoli e dintorni non potete far a meno di mangiarvi una zeppola o una pizza
fritta. E a Palermo è d’obbligo il pane con la milza e la ricotta. Ma in tutta Italia, dal Sud al Nord, troverete gradevoli
soprese. Nel frattempo, andate a visitare il sito www.streetfood.it: disegnate il vostro itinerario gastronomico e preparate un
bel viaggio all’insegna del gusto.
di Lucio Ingenito * * Sommelier
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