Tanti caffè, proprio come in Italia, molti ristoranti raffinati e un quartiere immerso tra due parchi, Parque Mexico e Parque
España. Siamo a Città del Messico, «colonia» (ossia quartiere) Condesa, luogo magico e artistico: non a caso un punto di
ritrovo di numerosi artisti, personaggi dello spettacolo e del jet set mondiale. Una ricchezza di creatività che si riflette anche
nella ristorazione. Il DF (ovvero Districto Federal, così viene chiamata la capitale dai messicani) conta quasi 30 milioni di
abitanti, praticamente mezza Italia: quindi, in una città così popolosa, l’offerta gastronomica è molto vasta.
Ogni «colonia» ha le dimensioni di una cittadina italiana: la Condesa, insieme alla colonia Roma, è una delle più
caratteristiche e di moda in questo momento. La Condesa nasce dalle ceneri del vecchio ippodromo di Cittá del Messico
agli inizi del Novecento: ecco perché le sue strade più caratteristiche, Avenida Amsterdam e Mexico, hanno una forma
ovale, proprio come la pista per i cavalli. La Condesa è una «colonia» molto europea costellata da piccole case con
giardino. Si aprrezza l’architettura dell’epoca e la mano di molti architetti italiani di quegli anni. Ma torniamo alla ristorazione.
Tre locali meritano l’attenzione dei buongustai: il Condesa DF, il Bistrot Mosaico e Maque.

Condesa DF
È un lussuoso hotel, dello stesso gruppo degli hotel Básico e Deseo di Playa del Carmen. Ed è un hotel dove il dettaglio fa
la differenza ancor prima di entrare. L’edificio è infatti una casa del primo Novecento, restaurata e adattata ad hotel: si
affaccia sull’arioso Parque España, dove svettano palme secolari. Un’altra meraviglia è davanti all’entrata, dove troverete
un bus degli anni Cinquanta, con il logo dell’hotel, adattato a galleria d’arte.
Poi si entra nell’hotel. Noterete subito, nel patio di questa casa d’epoca, tavoli preparati come in un ristorante e, tutt’
intorno, tante stanze con porte a scomparsa, anche loro arredate con tavoli e divani, dove è possibile appartarsi e
consumare in totale privacy.
Sotto il portico padroneggia un banco bar a ferro di cavallo sul quale spiccano tanti lampadari a forma sferica degli anni
Quaranta. Della stessa epoca anche l’arredamento di tutto il bar e della sala ristorante. Un ambiente molto alla moda, ma al
tempo stesso informale e aperto a tutti, pretenzioso nella forma ma non nella sostanza. Al ristorante e al bar i prezzi sono
giusti, anzi quasi bassi per qualità e servizio proposto.
Il menù offre piatti creativi e ben presentati. È una cucina messicana moderna con un tocco europeo: abbiamo provato un’
insalata di carciofi con pera e prosciutto crudo, un polletto alla griglia con frutta secca e un’anatra laccata con fichi
caramellati. Infine una mille foglie con fragole e fichi confettati con miele e mascarpone. Tutto veramente eccezionale.
Il vino che ha accompagnato la nostra cena è una selezione della casa: Aborigen, un Cabernet e Pinot Nero di Ensenada
(Messico) firmato da Hugo d’Acosta, il più prestigioso enologo messicano.

Bistrot Mosaico
Si entra e sembra di essere in un negozio di gastronomia tipica italiana: c’è un grande e appetitoso banco refrigerato con
un vasto assortimento di piatti pronti e da preparare: patè, acciughe, salsicce, quiche, salumi, dolci e tanto altro.
L’ambiente è caldo e con un tocco francese: divani di pelle rossa, stampe pubblicitarie degli anni Trenta, tavoli e sedie da
bistrot, un’esposizione di vechie botti di vino e scatole di legno di grandi vini. Menù ampio con tanti piatti del giorno: quasi
tutto si può portar via cucinato o da cucinare.
Simpatico l’abbinamento della tartare di carne con patatine fritte mentre la salsiccia casereccia con lenticchie ricordava il
sapore del  nostro cotechino. Interessante il polletto con fichi e formaggio di capra. Uno spettacolo i dolci. La cena è finita
in bellezza con una torta di fichi e una mousse di cioccolato.

Maque
È la pasticceria di una volta, piccola, ben curata, con mobili in ferro battuto e una vetrina d’epoca. Entrando si è conquistati
dal profumo di biscotti appena sfornati mentre l’arredamento è quasi tutto di color bianco. Il personale è in divisa: le donne
indossano un abito azzurro con il grembiule bianco. Il locale è un continuo via vai, è sempre pieno, e per le signore bene
del quartiere Condesa è il punto di ritrovo a tutte le ore. Le specialità sono dolci, biscotti di tutti i tipi e forme, brioches e
torte. Da provare assolutamente è il Pan de Elote, monoporzione o torta, anche da portar via. Caratteristici i piatti caldi e
gustose le zuppe.
In vino veritas
di Lucio Ingenito *                                                                 * Sommelier
Vai alla prima pagina
D.F...enomenale
Peccati di gola. Il Districto Federal (D.F), ovvero Città del Messico, è una metropoli affascinante
anche sotto il profilo gastronomico. Ecco tre locali da non perdere in un quartiere dal tocco europeo.
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.