Non poteva essere che un Brunello di Montalcino (uno dei vini più conosciuti del mondo, oltreché simbolo del made in Italy)
ad essere nominato «number 1» da Wine Spectator, la più importante rivista enologica a livello internazionale. Il vincitore è
il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001, prodotto dall’azienda toscana Casanova di Neri, di proprietà di Giacomo Neri.
Ma la Toscana ha letteralmente sbancato la classifica annuale dei 100 migliori vini del pianeta: infatti, oltre al primo posto
del Tenuta Nuova 2001, la regione ha conquistato anche la nona posizione con Il Blu, blend di Sangiovese (50%), Merlot
(25%) e Cabernet Sauvignon (25%), prodotto dall’azienda La Brancaia. E, sempre fra i toscani, fra primi cento vini del
mondo figurano in posizione n.12 il Brunello di Montalcino Siro Pacenti 2001, al n.23 il Brunello di Montalcino Fanti 2001, al
n.27 il Brunello di Montalcino Marchesi de’ Frescobaldi Castelgiocondo 2001, al n.45 l’Oreno 2004 dell’azienda aretina
Tenuta Sette Ponti, al n.61 il Torrione 2004 della Fattoria Petrolo mentre al n.81 si posiziona il Vino Nobile di
Montepulciano 2003 Avignonesi. Nella classifica, l’enologo vincente è il toscano Carlo Ferrini, autore di ben quattro tra i vini
della Top 100 di Wine Spectator. «Un risultato che premia aziende che hanno puntato soprattutto su un grande lavoro in
vigna» sostiene Ferrini «sia dal punto di vista della cura delle piante, sia dal punto di vista della scelta di terreni
particolarmente vocati».
Ma non c’è solo Toscana nella lista dei supervini del 2006. Nella classifica di Wine Spectator sono stati premiati il Barolo
2001 Pio Cesare (n.32), l’ Alto Adige Pinot Bianco 2005 Alois Lageder (n.66) e la Falanghina 2004 di Terredora (n.76).
Risultati importanti. Che premiano aziende che si sono molto evolute negli ultimi anni, raggiungendo gradi di qualità
eccezionale.
Nella «top ten», con tre presenze per parte, sono stati però i vini americani e francesi a dominare la classifica. Dietro al
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001, il Quilceda Creek Cabernet Sauvignon del 2003 di Washington si è classificato
secondo, mentre terzo è arrivato un Bordeaux, il Chateâu Leoville Barton St. Julien del 2003. Al quarto posto un vino
cileno, il Concha y Toro Cabernet Sauvignon Puente Alto Don Melchor, del 2003. Poi ecco due vini francesi: il Domaine du
Pegau Châteauneuf-du-Pape Cuvèe Réservée di Rhône e un altro Bordeaux, il Chateâu Lafaurie-Peyraguey Sauternes,
entrambi del 2003. Due californiani, il Kosta Browne Pinot Noir Russian River Valley del 2004 e il Kongsgaard Chardonnay
Napa Valley del 2003, hanno ottenuto il settimo e ottavo posto mentre, dietro al toscano Blu, decimo è un australiano, il
Two Hands Shiraz Barossa Valley Bella’s Garden del 2004. La classifica Top 100 di Wine Spectator, che ha debuttato nel
1988, è oggi una graduatoria in grado di orientare il mercato enologico. Oltre ai criteri di qualità e aroma, la selezione dei
giornalisti di Wine Spectator avviene secondo il prezzo, la disponibilità di produzione e il «fattore x». Ovvero «excitement».
di Lucio Ingenito * * Sommelier
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