Quante volte capita di chiederci «posso fidarmi di quella persona?» oppure «farò bene a fare questa scelta?».
Di fronte a una decisione o a una scelta importante o piccola che, sia abbiamo un amico fidato al quale far
ricorso: il nostro istinto. Sa cosa è bene per noi.
Quando non è chiaro in che direzione andare, prendiamoci del tempo per ascoltate l’istinto, ci dirà cosa è meglio
fare. Quando c’è troppa confusione o le emozioni fanno fuochi d’artificio, le idee invece di chiarirsi si confondono.
Per sentire i messaggi dell’istinto bisogna far silenzio e prestargli attenzione. Tutto il troppo lo frastorna, il troppo
rumore lo stordisce, le troppe parole lo soffocano, il troppo cibo o il troppo bere lo tramortiscono, le troppe cose
lo coprono, la troppa superficialità lo ammutolisce.
Imparare a fidarsi è vitale, preserva da fallimenti e delusioni: l’istinto, quando è al nostro buon servizio, fa fiutare il
pericolo, quello che è palese e si vede facilmente ma anche quello più subdolo e nascosto.
Se il nostro istinto ci dice «quella persona o quella proposta ha qualcosa che non mi convince», è meglio dargli
ascolto. L’istinto la sa lunga, ci permette di percepire qualcosa ancora prima che sia successa, arriva prima del
pensiero, fiuta immediatamente quando c’è qualcosa non ci convince e mette in moto le capacità di difesa. Si dice
infatti spesso «ho sentito istintivamente che potevo fidarmi» oppure «me lo sentivo che qualcosa non andava».
La parola istinto deriva dal latino instinguere, non si sa ancora esattamente in che punto del sistema nervoso
alberga, viene considerato innato, è una guida per muoverci nel mondo. Una persona con un istinto vitale
danneggiato non si accorge quando qualcuno in buona o cattiva fede cerca di fregarla, strumentalizzarla, usarla.
Non vede il pericolo che si nasconde dietro l’apparenza.
Quando siamo in contatto con noi stessi si delinea più facilmente la scelta da prendere. Sviluppare un buon
istinto e il potere che ne deriva implica imparare ad osservare e comprendere anche le forze negative e gli
squilibri dentro e fuori. Vedere alcuni aspetti di sé e degli altri può essere una conoscenza difficile da sopportare
sino al punto che si preferirebbe spegnere la luce dell’istinto pur di non vedere. Per dirlo con le parole dello
scrittore Alan Alda «dovete abbandonare la città del comfort per addentrarvi nel mondo selvaggio dell’intuizione.
Quello che scoprirete sarà magnifico perché scoprirete voi stessi».
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
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(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista in comunicazione corpomente
Il Sole d'Italia numero 28 1 - 15 novembre 2006
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(foto Mirko Dal Cin)