Case, terreni, lavoro & opportunitŕ in tutto il Messico Messico, itinerari per la famiglia La rubrica del professor Giulio Chiesa La rubrica di Adalberto Cortesi, industriale, ecologo ed etologo dilettante La rubrica del sommelier Lucio Ingenito La rubrica della scrittrice Antonella Lucato La rubrica del sindaco di Playa del Carmen Román Quian
© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
Il Punto
di Antonella Lucato* www.antonellalucato.it
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente
email alucato@tiscali.it
Proviene da un paese dell’America del Nord, l’Alaska, il ciclone Palin e ha invaso le televisioni del mondo e pagine
e  pagine dei giornali. Sarah, alias «Barracuda», questo è il soprannome che le avevano dato ai tempi della  
scuola per il suo modo feroce di mettersi in competizione con gli altri in classe e nella squadra di basket, è balzata
alle cronache dei media di tutto il mondo, dopo che McCain, il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati
Uniti, ha fatto una scelta audace ed ha nominato la Palin la sua vice. Si è preso una governatrice determinata ma
anche piena di contraddizioni. Ha fama di buona amministratrice ma nei primi 19 mesi da governatrice dell’Alaska
ha già «scaricato» sui contribuenti i costi di 312 serate trascorse a casa propria con cene definite di lavoro e si è
fatta rimborsare decine di migliaia di dollari  per alcuni viaggi dei suoi cinque figli. Contraria alle unioni gay, è una
conservatrice inflessibile nella difesa dei principi etici cari alla destra evangelica ma a totale digiuno di politica
estera e senza alcuna esperienza a livello di politica federale. La suocera, Faye Palin, in un’intervista ha detto:
«Non so cosa possa portare alla causa repubblicana oltre al fatto di essere donna e conservatrice. Anche se,
come oratrice, è di sicuro meglio di McCain». Obama ha nominato Biden come suo vice, puntando sulla
convenienza politica. McCain a Mitt Romney, un personaggio di maggiore sostanza politica, ha preferito la
«barracuda» Palin pensando  anche alle hillariste irriducibili, ferite dalla sua sconfitta. Da quando sono apparsi la
prima volta insieme, McCain e la sua vice, che si è autodefinita una  «pitbull col rossetto», in pubblico  si salutano
con un abbraccio, seppur a debita distanza, un gesto considerato dagli esperti di linguaggio del corpo solo
apparentemente caloroso.

Madre di cinque figli, piace alla destra conservatrice per essere «pro life» ma ama andare a caccia ed è
favorevole a una totale libertà di porto d’armi. E’ membro della Nra, la lobby degli americani che amano girare
armati. Scorazza in motoslitta e sorvola  l’Alaska sul suo idrovolante che tiene parcheggiato davanti alla sua casa
affacciata sulla costa di un lago. Non si è mai fatta intimidire dagli apparati politici o di governo. Nella sua battaglia
contro la corru-zione ha spazzato via un intero gruppo dirigente del suo stesso partito.  Ha sfidato e cacciato i
repubblicani corrotti e rinnovato l’immagine del suo partito in Alaska. McCain ha un melanoma sotto controllo ma
non totalmente debellato. Con la Palin ha fatto una scelta coraggiosa ma anche rischiosa. Lui è un conservatore
duttile, pronto a negoziare con gli avversari ma la sua vice, Alaska a parte, sa poco degli affari del mondo e
sembra avere una proverbiale rigidità ideologica.

La Palin è governatore dell’Alaska da soli due anni, prima era sindaco di un paese di novemila abitanti, orsi
inclusi. Non ha alcuna esperienza di politica estera, è un personaggio noto per essere vendicativa, poco flessibile
e per niente diplomatica. Potrebbe far pensare «ma se ha tutti quei figli perché non se ne sta a casa ad
occuparsene?». Secondo il National Enquirer il figlio maggiore, 19 anni ha problemi di dipendenza dalla droga e
sta per essere mandato in Iraq. Una sua figlia, solo sedicenne, è in attesa di un bambino da cinque mesi perciò la
Palin, a 44 anni,  sarà nonna. Nella vita, come in politica, si è mossa come un carro armato. Le strade dell’Alaska
sono cosparse di cadaveri degli avversari che hanno provato a tagliarle la strada, scrive il Weekly Standard, la
rivista ideologica della destra che già un anno fa l’aveva presentata come la nuova star del partito repubblicano.
Nel 1984 era arrivata seconda al concorso di Miss Alaska, ma non era quella la sua strada. Le  piaceva la
politica. Intervistata da Vogue sul suo stile di vita, quando le chiesero quale fosse il piatto che trovava più
gustoso, rispose: «Uno stufato di renna messo al fuoco dopo una giornata trascorsa a cavallo di una motoslitta».

Nata in Idaho ma cresciuta in Alaska, è sposata con Todd, un eschimese che lavora per una compagnia
petrolifera nei campi di estrazione del North Slope.  La Palin è un’antiabortista incrollabile, contraria all’
interruzione di gravidanza.  L’ultimo dei suoi figli,  Trig Pax,  è affetto dalla sindrome di Down, lei lo ha tenuto e
nelle interviste lo descrive come “un bimbo assolutamente perfetto, solo con un cromosoma in più”.  Nella sua
scelta radicale rischia però di far sentire in colpa le donne che hanno avuto un aborto terapeutico o che lo
sceglierebbero. Che la Palin venga eletta o no, una cosa è certa: di lei si risentirà parlare.  
Stati Uniti, uragano Palin
Il Sole d'Italia numero 73  
16 - 30 settembre 2008