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| Il Punto |
| **Scrittrice, giornalista, specialista in comunicazione corpomente |
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| ad esso». Nella storia, da sempre, ci sono stati i costruttori e i distruttori. I primi si sono dedicati alla coltivazione della terra, a costruire ponti strade, case, città, a sviluppare cultura e sapere, arti e scienze. I distruttori sono stati spesso guerrieri che hanno distrutto, saccheggiato e violato quello che i primi avevano costruito. I Romani, i Greci, gli Egiziani sono stati grandi costruttori che hanno lasciato all’umanità un immenso patrimonio fatto di città, edifici, monumenti, opere d’arte, chiese e templi, strade, piazze e vie. Arti e scienze: dalla filosofia alla letteratura, dai libri al cinema, dalla musica al teatro. I distruttori come Attila, i Vandali, gli Unni, i Goti hanno lasciato il ricordo della loro capacità più grande: quella di distruggere e incutere terrore. In politica, a volte purtroppo anche nelle aziende e negli ambienti di lavoro, si ripete quel che accadeva nelle guerre di conquista, seppur con dinamiche e modalità diverse. Persone affamate di potere, denaro e dominio sugli altri cercano posizioni per vantaggio personale, non hanno sogni né gli importa cosa lasceranno alle generazioni future. Spesso distruggono ciò che i loro predecessori hanno costruito per potere emergere. Tutto ciò che creiamo, che sia la nostra casa, un’attività, un edificio, una scuola, un’ospedale o un negozio, un giornale, un libro o una poesia, un quadro, una musica o una canzone è la rappresentazione di una parte di noi. Ci mettiamo ciò che di meglio abbiamo, che sappiamo fare, sopravvivrà nel tempo, oltre noi stessi. E potrà essere utile ad altri. Chi distrugge, denigra, attacca o tenta di bloccare la capacità di creare degli altri è spesso un invidioso, un bilioso che poco ha da dare e meno da esprimere. C’è tanta gente nel mondo che opprime altra gente e continua a farlo perché viene loro consentito. Chi crea, costruisce, realizza, trasforma in realtà i suoi sogni, nel profondo ha un animo generoso e coraggioso. Anche quando a motivarlo è l’ambizione, il bisogno di rivincita o la voglia di grandezza. Come possono difendersi i costruttori dai distruttori? Creando cose nuove. Se i distruttori bloccano un progetto i costruttori ne mettono in atto altri dieci, se bocciano un’idea ne avranno altre. Se cercano di sbarrare una strada ne seguiranno un’altra. Se in un posto li fermano, vanno in un altro. Qualcuno che gli dà una mano lo troveranno. E se non è prima è poi, ma ci riusciranno. A volte quando gli ostacoli sembrano insuperabili, si corre il rischio di arrendersi così i distruttori otterrebbero ciò che vogliono. Ma c’è una forza dentro ogni vero costruttore che spinge ad andare avanti, a superare limiti e confini. Non gettano la spugna neanche nei momenti più duri, affrontano le difficoltà e trionfano sulle avversità. I distruttori forse sono furbi, ma mentalmente sono rigidi e limitati e poveri di spirito. Hanno uno scarso livello di autostima e non si assumono la responsabilità delle loro azioni. Voler dominare gli altri è spesso una reazione all’ incapacità di affermarsi socialmente per i propri meriti e talenti. I costruttori sono creativi, sanno vedere, persino prevedere, sono veggenti di sviluppi futuri, a medio termine o a lunga distanza. La capacità di visone li spinge a progettare, a realizzare nel mondo ciò che in seme è già dentro di loro. E ispirano altri con la testimonianza del loro operato. Per quanto i distruttori cerchino di contrastarli, e la battaglia possa essere dura, i costruttori vincono. E lasciano un segno nella storia. Un atteggiamento mentale positivo è un buon antidoto alla distruttività, le persone gioiose e vitali sono più inteessate a creare per sé e per gli altri che a distruggere. |
| Costruttori e distruttori |
| Il Sole d'Italia numero 69 16 - 31 luglio 2008 |