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| Il Punto |
| **Scrittrice, giornalista, specialista in comunicazione corpomente |
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| Per secoli i popoli sono stati governati da uomini e spesso da violenza e ingiustizia. Le donne conquistano posti chiave nei governi del mondo e, nella maggioranza dei casi, esercitano un potere basato sui diritti umani garantendo parità per uomini e donne. Alla presidenza del Cile è stata eletta Michelle Bachelet. «Chi se lo sarebbe immaginato venti, dieci o solo cinque anni fa, che il Cile avrebbe eletto una donna alla presidenza?», ha detto nel suo discorso d’investitura. «La violenza ha fatto irruzione nella mia vita facendo a pezzi ciò che più amavo. Proprio perché sono stata vittima dell’odio, ho consacrato la mia vita a trasformare quest’odio in comprensione, tolleranza e - perché non dirlo? - amore». E aggiunge: «Voglio un Paese senza esclusioni né discriminazione e con pari diritti per uomini e donne». Il suo stile diretto e comprensibile l’aiuta a stabilire legami affettivi con le persone. Ha promesso di saldare i due grandi debiti che il Cile ha con i cittadini più poveri: un sistema di protezione sociale che consenta a tutti di avere accesso all’istruzione e alla sanità senza dover sostenere costi eccessivi. Bachelet deve la presidenza a se stessa, al suo talento e alla forza di volontà. Prima di potere grazie al peso del cognome da sposata ma ha fatto un buon lavoro, come Violeta Chamorro in Nicaragua, mentre altre, come Isabel Perón in Argentina, secondo autorevoli storici, ha dimostrato un’inettitudine senza pari. Cristina Fernàndez de Kirchner, 54 anni, prima donna ad essere eletta presidente dell’Argentina, succede al marito Nestor Kirchner. La combattiva Nilda Garrè è la prima donna a guidare la Difesa in Argentina. Esiliata in Messico durante il regime, rientrata dopo la caduta dei golpisti, è d’allora molto impegnata sul fronte della difesa dei diritti umani. Pratibha Patil è presidente dell’India. Da ricordare Sonia Gandhi, nata in Italia e diventata erede della dinastia Gandhi. Si era ritrovata in prima linea dopo l’assassinio del marito Rajiv. Ha tessuto la sua tela paziente navigando tra pregiudizi e difficoltà di un paese complesso. La figlia Priyanka, che somiglia tanto alla nonna Indira, avrà probabilmente una carica governativa in futuro. Ellen Johnson Sirleaf è presidente della Liberia dal 2005, Micheline Calmy Rey in Svizzera. La filippina Maria Gloria Macapagal Arroyo è stata rieletta e Tarja Kaarina Halonen, presidente della Finlandia da cinque anni, nei suoi sessant’anni ha collezionato dieci lauree ad honorem. E’ stata avvocato, parlamentare, ministro della Salute, della Giustizia, della Cooperazione nordica e degli Esteri. L’irlandese Mary McAleese è stata la prima donna a succedere a un’altra donna, Mary Robinson, nel 2004. La presenza femminile cresce nei parlamenti Europei come testimoniano questi dati: la Svezia è in testa con il 47% di donne, la Finlandia con il 41,5%, Olanda con il 39,3% e Danimarca 38%, Belgio 35,3%, Austria 32,8%, Germania 31.6%, Portogallo 28.3%, Inghilterra 19.5%, Francia 18.2%, segue l’Italia con il 17.3%, l’Irlanda con il 13.3% e Malta con il 9.2%. In Italia sono quattro le donne al Governo e la ripartizione dei dicasteri è un rapporto di una donna ogni tre uomini. Il numero delle donne al governo in Spagna ha superato quello degli uomini, nove le prime, otto i secondi. Dicono che l’astuto premier Josè Luis Rodriguez Zapatero abbia moltiplicato i ministri donna per dissimulare la condizione delle molte donne che ancora subiscono violenze. Un problema antico che non riguarda solo la Spagna. Il governo Zapatero ha ampliato i diritti per le donne favorendo la parità, una legge contro la violenza prevede la galera per i colpevoli. In Finlandia il premier Matti Vanhanen l’ anno scorso formò il consiglio dei ministri con dodici donne e otto uomini. E’ stato il primo in Europa a maggioranza femminile. Angela Merkel è alla guida il governo in Germania, l’economia tedesca tira e la disoccupazione cala. Oltre che il primato di essere la prima donna “cancelliera”, Frau Merkel che ha il primato di essere stata la più giovane eletta, a 51 anni, si dimostra una leader europea che lavora sul serio. Sègoléne Royal, sconfitta da Nicolas Sarkozy alle presidenziali di Francia dello scorso anno pare si stia preparando per un ritorno in grande stile. Prima tappa è la segreteria del Ps. Il segretario uscente, guarda caso, è François Hollande, a lungo suo compagno di vita sino alla rottura post-elezioni del 2007. Ma per la Royal la vera posta in gioco rimane la poltrona presidenziale. |
| Donne che governano il mondo |
| Il Sole d'Italia numero 66 1 - 15 giugno 2008 |