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Il Punto
di Antonella Lucato* www.antonellalucato.it
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente
email alucato@tiscali.it
storia della televisione messicana. Autrice di numerose serie di telenovele note al grande pubblico, ha dato vita a
Memín Pinguín, diventato un famoso personaggio nella cultura messicana e in America Latina.  Le serie di
«historietas» a fumetti, facili da capire per persone di ogni età, sono state lette da diverse generazioni. Negli Anni
‘70 e ‘80  le  «historietas» di Memín Pingüín hanno venduto oltre un milione e mezzo di copie. Le persone più
povere in particolare si sono identificate con il personaggio che è riuscito a suscitare simpatia, tenerezza, a far
sorridere pur nelle difficoltà. Il  21 luglio 2005 per commemorare  il successo di Memín Pinguín, già famoso nella
cultura popolare,  il govermo messicano ha fatto stampare un francobollo. Enrique Krauze, un messicano storico
e scrittore, autore di  Messico: Biografia di potere, commenta cosi:  «I messicani, soprattutto i giovani,  hanno
risposto con grande entusiasmo al timbro per il Memín Pingín.  Lo vedono come un personaggio molto radicato
nella cultura popolare messicana. E aggiunge: se Memín Pinguín fosse un personaggio in carne e ossa e non
solo un fumetto, credo che potrebbe persino vincere le elezioni presidenziali!». Yolanda Vargas Dulché è nata il
18 luglio 1926  a Città del Messico, figlia di Armando Vargas de la Maza, giornalista poco fortunato, e di Josefina
Dulché, di discendenze francesi. Erano molto poveri, poi suo padre si separò. Ancora molto giovane, durante gli
studi alla secondaria, scrisse un testo autobiografico intitolato Cristal. Si rivelò l’inizio della sua fortunata carriera
come scrittrice. Scrisse sul periodico El Universal e per  una rivista chiamata Chamaco chico nella rubrica Rutas
de pasiòn e poi su El Pepin. La prima storia di successo fu Chispitas che poi si trasformò in Ladronzuela.  
Seguirono poi  pezzi magistrali, per il suo genere, come María Isabel, Encucijada, Rubí, El pecado de Oyuki,
Gabriel y Gabriela, Carne de évano e altre dellla serie Lágrimas, risas y amor. Il biografo Luis Roberto racconta
che si sposò con Guillermo de la Parra, un ballerino di valzer, attore cinematografico e impiegato bancario. Il
marito  si rivelò un abile uomo d’affari. Fondò una casa editrice dedicata a pubblicare le opere della moglie,
comprò una grande residenza nel Pedregal di San Angel e un edificio di 16 piani dove alloggiavano le sue
imprese tra cui una casa produttrice cinematografica, una casa costruttrice e una catena di hotel. Dal matrimonio
con Guillermo de la Parra Vargas  nacquero 5 figli: Iddar, Tonatiuh, Manelick, Cristal y Emoé (attrice).
L’8 agosto 1999, a 74 anni, morì  a Città del Messico per un’embolia polmonare e le sue ceneri furono depositate
nella cappella La Sagrada Familia a Cuernavaca, Morelos, México.
Alvaro Cueva a proposito di questa scrittrice scrisse: «Per cosa si distingue? Le sue storie della collezione  
Lagrimas y risas vendettero milioni di copie  e con la serie televisiva conquistò nuovo pubblico e  altri mercati».
Sono molti i messicani che hanno visto le telenovele che lei ha scritto. Tra le più note: Yesenia, Rubí, María
Isabel, Encrucijada, El pecado de Oyuki, Gabriel y Gabriela, Alondra, Vagabundo e Ladronzuela. A proposito di
telenovole Yolanda Vargas Dulchè scrisse: «Siamo il mundo delle telenovela. Purtroppo in quasi tutte le
telenovele c’è molta violenza, s’ammazzano l’uno con l’altro. E questo non è un buon messaggio da trasmettere.
Dobbiamo pensare alla gente che ci vede, perché non insegnare cose migliori?». Ha lasciato un messaggio per l’
arte sopra tutte le arti:  l’arte di vivere.
In ricordo alla madre e scrittrice messicana il figlio Iddar de la Parra le ha dedicato queste parole: «Cara mamma,
so che non ho neanche l’ombra del tuo talento di scrivere ma seguo il tuo consiglio e scrivo quel che sento. Non
posso descrivere il grande vuoto che mi hai lasciato e le tante cose che ora, con la tua assenza, risuonano nella
mia mente come una priorità. Non posso che ricordarti come la meravigliosa madre che sei stata, hai saputo
prenderti cura di ogni dettaglio nonostante il tuo intenso lavoro, come grande scrittrice che ha conquistato un
successo dopo l’altro. Soprattutto con Memín, il personaggio che più di ogni altro  riflette il tuo carattere allegro,
hai saputo vedere il lato giocoso in tutto ciò che ti girava intorno e con la testimonianza della tua vita ci ricordi di
vivere la vita giorno per giorno. Come Memín con i suoi amici, ci hai insegnato l’importanza degli amici
indipendentemente da cosa hanno e da dove vengono. Hai sempre offerto l’amicizia pura e semplice  e per
questo la tua casa era un centro di felicità. Con il Memín messicano ci ricordi il meraviglioso paese nel quale
viviamo, Memin viveva felice nonostante la povertà  facendosi gioco delle abitudini e delle credenze.  Con l’amore
per sua mamma Má´Linda mi hai insegnato ad amarti nello stesso modo. Non ho bisogno d’immaginare cosa ha
sentito Memin a perdere la sua amata Mà Linda poiché lo sto vivendo.  Grazie per averci insegnato ad essere
felici sia quando ti stavamo vicini che quando ti leggevamo......».
La grande mamma di Memín Pinguín
Il Sole d'Italia numero 64  
1 - 15 maggio 2008