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Il Punto
di Antonella Lucato* www.antonellalucato.it
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente
email alucato@tiscali.it
Italiani di successo nel mondo ce ne sono tantissimi, per fortuna. Ricchi d’ingegno, intuito e creatività, sono molti
quelli che meriterebbero di essere citati. Qui ho scelto due esempi positivi.
Una storia dove i protagonisti hanno saputo coniugare creatività e capacità imprenditoriale: un binomio che li ha
portati a costruire un successo che ha travalicato i confini nazionali per estendersi nel mondo. Scelte giuste
questi due italiani ne hanno fatte tante, hanno costruito, partendo dal nulla, un impero arrivato a più di 1.500
milioni di euro di fatturato in meno di vent’anni.
Novantré punti di vendita in tutto il mondo, 3.140 dipendenti. I loro abiti sono indossati da personaggi noti in tutto
il mondo. Uno stile che può piacere o meno ma il loro successo come stilisti e imprenditori è innegabile. Indovinato
chi sono? Dolce & Gabbana.
All’inizio dell’incredibile avventura erano solo loro due: Domenico Dolce e Stefano Gabbana. I genitori di
Domenico sono stati i primi produttori della griffe. Dovevano arrangiarsi a fare tutto: creare, vendere,
commercializzare, distribuire, auto-prodursi e investire. Ora l’azienda è strutturata, ma sono sempre loro a fare le
scelte creative e stilistiche e a tirare le fila delle decisioni che contano. Poi, informano i manager che provvedono
a mettere a punto le strategie.
«Ci piace illuderci di poter vivere alla giornata» dicono «ma sappiamo benissimo che dobbiamo pianificare tutto».
Sono indipendenti, si autogestiscono e sono fieri e orgogliosi dei risultati che hanno raggiunto. E’ una storia di
crescita, di successi continui e d’indipendenza. Stefano Gabbana si è diplomato in grafica pubblicitaria e
Domenico Dolce ha la maturità scientifica ma hanno costruito un’azienda fatta a loro misura dimostrando capacità
da veri manager bocconiani.
Il loro segreto? Guardano ai fatti. Il tempo non basta mai e gli impegni sono tanti, in azienda si lavora il giusto,
nelle ore giuste e possibilmente con il sorriso. Non c’è spazio per chi parla tanto e conclude poco. Servono
risultati. Non esistono controlli, esiste il senso della responsabilità.
«Una delle sensazioni più forti» racconta Domenico Dolce «è vedere i nostri negozi nel mondo. E quando dico
nostri» sottolinea «vuol dire che sono nostri: Milano, Roma, New York, è una soddisfazione unica. Un sogno che
si è avverato. Mi ricordo il primo negozio che è stato aperto in via Sant’Andrea a Milano, era piccolissimo. Per
averlo abbiamo dovuto soffrire molto».
Una storia diversa, ma accomunata dal successo, è quella di Luciano e Gianluigi Cimmino. Napoletani, padre e
figlio, dal 2001 sono alla guida del gruppo Inticom spa e gestiscono il brand Yamamay di «intimo globale» con
uno stile seducente ma discreto e con un fatturato di oltre 50 milioni di euro all’anno.
Per ora i negozi all’estero sono 15 e i punti vendita monomarca in Italia sono 350, è facile trovarli anche tra i
negozi degli aeroporti. Uno è all’interno dell’aereoporto di Malpensa, vicino al loro quartier generale che è a
Gallarate, in provincia di Varese.
E’ considerata una delle dieci aziende emergenti più importanti della moda italiana. Alta qualità ad un prezzo
contenuto è il segreto del successo del marchio. Il nome, che ha portato tanta fortuna, l’hanno trovato in un ma-
nuale sulla filatura e torcitura della seta del 1923. Sfogliando quel libro è arrivata l’illuminazione racconta Luciano
Cimmino, un’intuizione che ha aperto a questa griffe le porte del mercato orientale. Gianluigi, il figlio, laureato in
economia con master in «executive development» gira il mondo per conoscere le culture e trasformarle in intimo
globale.
La nostra, dice, è una solida «family company» della quale fanno parte anche la madre e la sorella. Le decisioni
si prendono insieme, magari davanti a una spigola a Posillipo e poi l’idea viaggia per il mondo. Già distribuiscono
in Cina, Indonesia e Brasile. Prossima tappa, la conquista del mercato americano.
Italiani, storie di successo
Il Sole d'Italia numero 60  
1 - 15 marzo 2008