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© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
LA VITA è un intreccio infinito di scelte, come una partita a scacchi, come sapere qual è la mossa giusta? Ogni
giorno ci troviamo di fronte a scelte, piccole o grandi che siano, ogni scelta che facciamo determina la nostra vita
presente e traccia il futuro.
Per qualcuno scegliere è sempre un grattacapo, persino la scelta di cosa indossare o cosa mettere in valigia è
uno stress. Altri sanno subito cosa fare e non si pentono della scelta presa.  
Le circostanze esterne vanno considerate, farsi consigliare da qualche esperto per scelte serie come un
investimento economico o di un immobile è importante, ma alla fine ognuno deve saper correre i propri rischi e
saper fare le proprie scelte.
Essere indecisi sul da farsi qualche volta è un bene, serve a prendere del tempo per riflettere con calma, valutare
la situazione, chiarirsi le idee. Un dubbio e anche la paura di sbagliare possono darci l’opportunità di valutare
bene le mosse prima di «mettersi in gioco».
In questo caso è una risorsa, un modo intelligente di attendere il momento giusto per agire. Quando però l’
indecisione è un’abitudine cronica si corre il rischio di scivolare nell’immobilismo. Condiziona la vita, le scelte in
amore, nelle amicizie, negli affari.
L’indeciso cronico parte di slancio con il massimo dell’energia per prendere la decisione e poi si ferma e tira il
freno a mano senza prenderla. Se questo processo si ripete più volte si va in cortocircuito. Tutta l’energia attivata
non viene utilizzata e cerca altre vie per esprimersi. L’indecisione blocca la strada e paralizza l’azione.
L’altra faccia della medaglia è l’eccesso di decisionismo. Prendersi troppe responsabilità decisionali sulle spalle.
Buttarsi subito nelle situazioni senza un minimo di consapevolezza è una maschera che molti indossano per
dimostrarsi sicuri e nascondere la paura e l’insicurezza. Chi non riflette sulle proprie scelte rischia di prendere
decisioni di cui si potrà pentire o causare danni che avrebbe potuto evitare se solo si fosse fermato un attimo ad
osservare, ascoltare, sentire, riflettere.
Capita talvolta che una scelta venga rimandata a «tempi migliori» …il tempo passa veloce e il «tempo migliore»
può non arrivare mai. In questo caso l’attesa si rivela una trappola per procrastinare al «giorno del mai»: una
scelta che non si sa o non si riesce a prendere.
Alcuni atteggiamenti sono nemici di una buona scelta.
Rinunciare è diverso da scegliere. Se una decisione viene presa solo per sfinimento, per quieto vivere, per
abitudine o per paura, più che una scelta è una fuga, una rinuncia. La non-scelta prima o poi presenterà il conto.
Il rischio di aver rinunciato di pagare un prezzo molto alto.
Non si può accontentare tutti. Scegliere spesso significa accontentare qualcuno e scontentare altri. A volte non si
sceglie proprio per timore di dare un dispiacere a qualcuno a cui si vuole bene: il partner, un genitore, un figlio,
un amico, un fratello, un collega. Ma non scegliere può far scontenti tutti.
Analizzare e razionalizzare eccessivamente  ogni pro e contro rischia di far perdere tempo ed energia in cavilli che
diventano una matassa che non si riesce più a sgarbugliare.
Volere tutto.  
Scegliere può rivelarsi particolarmente difficile quando si vorrebbe tutto ma, ogni  scelta comporta dover lasciar
andare qualcosa…
Dipendere troppo dagli altri.
Chiedere consigli e suggerimenti è utile ma siamo noi gli artefici delle nostre scelte.  
Parlarne troppo amplifica il rumore di sottofondo e stordisce l’intuito, la guida che abbiamo a disposizione per una
buona scelta. Prendersi un momento per sé, per riflettere e allontanarsi dalle pressioni esterne è utile per capire
cosa è meglio per sé ed essere più responsabili della scelta che si prende.
Non è nel frastuono ma nella calma e nella serenità che vanno prese le decisioni importanti.
Una passeggiata in silenzio lungo il mare è un buon modo per lasciar affiorare la scelta giusta per noi in quel dato
momento.
La scelta giusta
Il Sole d'Italia numero 59  
16 - 28 febbraio 2008
Il Punto
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente