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© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
LA FOTOGRAFIA che fa dell’Italia il rapporto Censis mostra la sanità italiana in crisi. Da una parte i pazienti in
ansia per la propria salute visti i casi di mala sanità in continuo aumento, dall’altra i medici sempre più frustrati e
chiusi in difesa. Il numero degli errori sanitari denunciati è in crescita vertiginosa. Secondo dati Ania, dai 3.154 del
1994 si è passati a 11.932 nel 2004. Un aumento pari al 278 per cento che ha contribuito a logorare il rapporto di
fiducia tra medico e paziente. Nei paesi industrializzati l’assistenza medica migliora, dice il rapporto Health at a
glance 2007 pubblicato dall’Ocse. Ma le cure costano. Secondo questo rapporto gli americani sono quelli che
spendono più di tutti: 6.401 dollari pro capite contro i 3.374 della Francia e i 2.532 dell’Italia, dove il sistema è a
prevalenza pubblica e a coprire le spese è in grande parte lo Stato.

In Italia le casse statali coprono il 77 per cento della spesa, in Gran Bretagna l’87, negli Usa il 45 per cento. In
Grecia la mano pubblica contribuisce solo con un 43 per cento. In America tra i 47 e i 48 milioni di persone, circa
un sesto della popolazione, sono prive dell’assistenza sanitaria pubblica e non possono pagarsi le costosissime
assicurazioni private. Solo sotto i 20 mila dollari di reddito la sanità è pubblica: quindi, chi guadagna di più ma non
ha i soldi per quella privata, non ha nulla.

Per le famiglie classificate «povere» negli Usa, vale a dire con un reddito inferiore ai 21 mila dollari per quattro
persone, interviene l’assistenza pubblica «Medicaid». Diverso è invece quando si ha che fare con cliniche e
assicurazioni private. Le assicurazioni chiedono somme esorbitanti per le malattie croniche e spesso non coprono
quelle più gravi. Certe medicine rimangono così fuori dalla portata di chi non ha un reddito elevato. Un ricovero in
ospedale o un intervento chirurgico possono rovinare economicamente una famiglia. Le cronache raccontano di
famiglie costrette a vendere la casa per poter curare i propri figli.

La sanità è dunque un problema in America, sebbene sia considerato il paese più ricco del mondo. Secondo l’
economista americano ed editorialista del New York Times, Paul Krugman, che ha appena pubblicato il libro La
coscienza di un liberal, i costi del sistema sanitario Usa sono il doppio di quelli del sistema europeo, che potrebbe
funzionare meglio poiché è  a sua volta inficiato da enormi sprechi.

Anche in Italia abbondano i problemi sugli sprechi della sanità e le condizioni di fatiscenza di vecchi ospedali che,
insieme ai casi di malasanità, riempiono spesso le cronache di media e di trasmissioni televisive.
Secondo i sondaggi, in America sarà proprio la sanità, insieme all’istruzione universitaria, il tema decisivo delle
prossime elezioni. Hillary Clinton ex first lady, in corsa per la presidenza degli Stati Uniti, già nel ’93, quando era
alla Casa Bianca, propose una sorta di assistenza sanitaria pubblica universale. Ora, nella sua campagna
elettorale per la Casa Bianca, ha deciso di rilanciare il suo «vecchio» piano, che è stato ribattezzato dai media
«Hillarycare due». Se venisse eletta presidente, per 48 milioni di persone potrebbe essere l’inizio di un nuovo
corso della sanità in America. Nel frattempo meglio ricordare di aver cura del bene più prezioso, la salute.
Eh sì, ammalarsi costa caro ovunque, non solo in America. Non a caso un famoso detto popolare recita
«Prevenire è meglio che curare». Buona salute a tutti!
Ammalarsi costa caro
Il Sole d'Italia numero 58  
1 - 15 febbraio 2008
Il Punto
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente