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© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
QUALE futuro ci attende? Spesso si leggono le previsioni per il nuovo anno che ci riguardano come individui:
amore, salute, lavoro. Ma c’è un destino che ci accomuna tutti e ci riguarda tutti come umanità che abita su
questa terra.

Biologi, astrofisici e scienziati provano a dare risposte a grandi temi in una visione strategica poiché in gioco c’è la
nostra stessa sopravvivenza e la qualità della vita.

La sovrapppopolazione della terra è uno dei temi più discussi. Nel 1850 è stato raggiunto il primo miliardo di
persone sulla terra, per arrivarci ci sono voluti un milione di anni ma si prevede che intorno al 2050 ci saranno 10
miliardi di persone. Trionfo della specie o un danno per la sopravvivenza dell’umanità?
Due noti microbiologi, Margulis e Sagan, nel loro libro Microcosmo sostengono che una rapida sovrappopolazione
nuoce all’umanità poiché i batteri si moltiplicano in modo esponenziale. Secondo loro stiamo raggiungendo i limiti
fisici che la Terra può sopportare, occupiamo infatti quasi tutta la superficie terrestre e ne lasciamo libera solo il
17% composta per lo più da: deserti, foresta amazzonica e regioni polari.

Il Premio Nobel per la medicina Christian de Duve nel suo libro Polvere vitale del 1995 sostiene che stiamo
assistendo al manifestarsi di alcuni sintomi che in passato hanno preceduto grandi stermini. Ogni anno
scompaiono 300 specie vive naturalmente perché raggiungono il loro culmine evolutivo ma a causa della
pressione del modello industriale globale sulla biosfera stiamo arrivando ad una scomparsa complessiva di 3.500
specie all’anno.

E questa distruzione progressiva potrebbe minacciare anche la nostra specie. Secondo l’astrofisico Carl Sagan il
tentativo umano di esplorare la Luna e di inviare fuori del sistema solare navi spaziali è una manifestazione dell’
inconscio collettivo che presagisce il rischio di un’estinzione sulla Terra. E la volontà di vivere ci porta ad
immaginare forme di soprav-vivenza al di là della Terra.

Il famoso astrofisico Stephen Hawking prefigura possibilità fantascientifiche con una colonizzazione extrasolare:
una sorta di velieri spaziali tra la terra e altre galassie mossi da raggi laser in grado di imprimere una velocità di
30mila chilometri al secondo ma per poter raggiungere altri sistemi planetari dovremmo percorrere miliardi di
miliardi di chilometri e ci vorrebbero secoli e ancora non riusciamo ad andare oltre la velocità della luce!
Nel libro dell’Apocalisse Armageddon è la mitica valle dove avverrà lo scontro finale tra Dio e gli spiriti maligni. E’ lì
che stiamo andando come umanità?

Che cosa pensa la teologia cristiana della specie umana, sta distruggendo se stessa?Se l’avventura planetaria
dell’essere umano fallisse sarebbe indubbiamente un’immane tragedia ma c’è una possibilità.Quando Gesù, il
Figlio di Dio, si fece uomo fu minacciato di morte da Erode. Tutta la sua vita fu una serie di prove: fu respinto,
deriso, ingiuriato, torturato dagli stessi uomini che era venuto a salvare e alla fine crocifisso sulla croce.
E’ da lì che prese forma il “peccato originale” che è un processo storico di negazione della vita. C’è qualcosa di
ancora più perverso che togliere la vita e uccidere una creatura: uccidere l’Autore stesso della Vita, il Dio
incarnato. Ma i cristiani sostengono che l’ultimo atto non è la morte ma la resurrezione. Il cui senso non è la
rianimazione di un cadavere dal suo sepolcro ma la piena realizzazione delle potenzialità dell’Essere Umano.
Una vera Rivoluzione dentro l’Evoluzione.

Un salto nella direzione già prefigurata, sin dal 1933 da Pierre Teilhard de Chardin, potrebbe verificarsi. Stiamo
per entrare nella noosfera, vale a dire quello stato di coscienza e di relazione con la natura che inaugurerà una
nuova convergenza di menti e di cuori che faranno germogliare una nuova era della condizione umana?
Visto in questa prospettiva lo scenario attuale non sarebbe una tragedia fine a se stessa, non è il naufragio dell’
avventura umana ma una crisi di purificazione e di maturazione che preannuncia un nuovo inizio.
Ciò che può aver fine non è la vita umana ma un genere di vita inconsapevole che distrugge se stessa tra guerre,
omicidi ed ogni altra forma di distruzione di massa.

Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo per dare inizio ad un nuovo mondo più umano che rispetti la vita,
ogni essere e la natura che ne è parte integrante. Che impariamo a trattare in modo umano, con compassione e
rispetto tutto il creato.

Che arroganza e violenza cessino e lascino posto alla vera giustizia, all’ amore e alla cura per ogni essere
vivente. Qualunque sia il Dio in cui si crede non genera certo morte e distruzione ma celebra la Vita in ogni sua
manifestazione.
Un nuovo anno, un nuovo inizio
Il Sole d'Italia numero 57  
16 - 31 gennaio 2008
Il Punto
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente