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Discipline aziendali
di Giulio Chiesa *
* Professore di Direzione Aziendale nei corsi di Master dell’Itam.
La scarna tabella nel riquadro, ricavata da un vecchio libro di A.Manzano, Stabilitá e sviluppo negli Anni 50,
edizioni Laterza, dice tutto, o quasi tutto, sulla propulsione dell’Italia nel decennio del 1950, un’Italia che da pochi
ricostruzione ma anche di sviluppo a lungo termine. Va ricordato che in quell’Italia non esisteva  una tradizione
imprenditoriale ben cimentata e, ancor meno, una mentalità disposta ad accettare regole di mercato invece di
quelle imposte dal partito.
Questa mentalità nacque dal bisogno di
ricominciare da zero  e di far presto per
ricuperare il terreno perduto. La chiave di volta fu
una sola: la capacità creativa, un enzima che
trasforma la miseria in ingegnosità e la
disperazione in volontà di riuscire. E’ così come
nacquero la Vespa e la Lambretta, le lavatrici
Candy, la Seicento e i mobili fatti in serie, con
l’elemento del design già incorporato anche se
non in maniera così sofisticata come accade poi
nei decenni sucessivi.  I dirigenti politici e
d’impresa della  nazione compresero che erano simultaneamente necessari uno slancio verso l’estero, pur
cercando di riempire velocemente le molte lacune nazionali, una Banca Centrale con credibilità internazionale,
una infrastruttura di comunicazione longitudinale e trasversale oltreché una mano d’opera disposta a mobilizzarsi
scappando dalla parcella agricola per inserirsi nelle fabbriche produttrici di benessere.
Sulla scia di questo lancio  irruppe la cinematografia sociale tanto amata da tutto il mondo ,  le Bur, biblioteche
editoriali per il grande pubblico che appena cominciava a leggere qualcosa di più dell’Unità, aiutato in questo da
testate - oggi di culto - come il Candido ed il Becco Giallo. E mille altre cose.
Il richiamo a quegli anni non è dettato da un senso di nostalgia o dalla consuetidine di pensare che il passato è
sempre migliore del presente e certamente più sicuro del futuro. E’ piuttosto un incitamento a pensare che certi  
problemi si possono risolvere semplicemente ricordando  come e perché erano stati risolti in occasioni
precedenti. Oggi l’Italia e gli italiani, compresi noi che viviano all’estero, sentono il bisogno  di ritrovare  quella
spinta creativa che tanto aiutò a rimettere in sesto una nazione sconvolta da una guera mondiale e da una guerra
civile.
Ma la spinta creativa è tale solo se è sorretta da una motivazione precisa, che  si è perduta strada facendo. Oggi
le Vespe servono per divincolarsi nel traffico e non per andare a fare l’amore in campagna e le pellicole rivelano,
dell’amore, solo la parte diciamo viscerale. Altri tempi, si dirà. Ma  la motivazione è necessaria sia per ricostruire
un Paese sia per rimetterlo in careggiata dopo tanti sbandamenti. Senza la convinzione che nasce dalla spinta
motivazionale non si va avanti. Per questo è molto utile leggere la tabella nel riquadro: in quei numeri sono
incapsulate le tante energie che si scatenarono in quel periodo.
La motivazione è stata - ed è sempre - apartitica. Negli Anni 50 Togliatti, De Gasperi, Nenni e Parri volevano tutti
uscire dal buio. Fu Togliatti che, nel 1948, disse: «Fermi tutti» dopo il colpo di pistola che per fortuna non lo
uccise, sbarrando la porta, con due semplici parole, a una sicura rivoluzione. Forse aiutò anche Bartali con la sua
vittoria in una tappa gloriosa del Giro di Francia. Oggi l’Italia non ha più né Togliatti né De Gasperi né Bartali. Ma
certamente ha imparato che ci vogliono persone come quelle per arrivare là dove avremmo dovuto arrivare per lo
meno dieci anni or sono. Come diceva il titolo di una vecchia pellicola con Anna Maria Pier Angeli, «Non è mai
troppo tardi». Per logica, bisogna aggiungere: ma bisogna far presto.
In cerca della motivazione perduta
da Il Sole d'Italia numero 69
16 - 31 luglio 2008
Tasso inflazione implicito............................2.4%
Tasso di sviluppo........................................5.4%
Tasso di disoccupazione (59-60)................6.3%
Tasso di incremento del M2........................13.2%
Disavanzo del settore pubblico/Pil...............3.2%
Debito pubblico/Pil.......................................45.4%
Pressione Fiscale........................................23.8%
Tassi di interesse a lungo termine...............6.8%
Cambio lire/dollaro USA...............................620
Bilancia corrente con estero (53-60)...........90.3 miliardi di Lit.