Messico. Playa del Carmen Tutti al parco Rimodernare le strutture e rilanciare le attività socio-culturali del Parque de la Mujer, nel quartiere Zazil-Ha. Ecco l’impegno del giornale. Che chiede il contributo della comunità italiana.
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da Playa del Carmen, Messico
di Vito Taormina
È un parco che ha bisogno di vita. Ma prima di tutto di interventi drastici per migliorare le sue condizioni.
È il Parque de la Mujer, nel quartiere Zazil-Ha, nella calle 40, fra avenida 20 e 25. Ora tocca alla comunità
italiana. Il Sole d’Italia infatti si è impegnato con il Municipio di Solidaridad a ristrutturare il parco e a
rilanciare le attività socio-culturali. Un progetto a prima vista ambizioso, ma che può concretizzarsi con il
contributo di tutti. Ecco perché questo articolo che state leggendo è anche un appello a tutti voi lettori.
Diversi italiani residenti a Playa del Carmen, con grande entusiasmo, si sono già impegnati a sostenere l’
iniziativa. Come Giovanna Pellegrini, giovane imprenditrice che da quattro anni, con l’aiuto di altri italiani,
organizza la festa di Natale in favore dei bambini più bisognosi. «Cosa farei per ristrutturare il Parque de
la Mujer? Innanzitutto serve più ombra perché mancano gli alberi. Che bisogna quindi piantare. Inoltre i
giochi per i bambini hanno bisogno di manutenzione; e poi piano piano cercheremo di aggiungerne altri».
Giovanna propone anche l’utilizzo di un gazebo mobile per eventi che richiedano una superficie coperta e
per riparare dal sole e dalla pioggia. E aggiunge: «L’installazione di una fontana abbellirebbe poi
ulteriormente il parco».
«Ci vorrebbero giochi nuovi e attrezzature ginniche», interviene Edwin, 17 anni, un ragazzo messicano
che vive nella «Colonia Colosio» e che porta spesso al parco i suoi
fratelli più piccoli, dato che la mamma non vive più con loro.
«E ci vorrebbero più alberi per fare un po’ d’ombra» aggiunge
Sullivan, la sorellina più piccola, mentre si dondola sull’altalena.
Che però è rotta e arrugginita.
In Europa esistono delle normative precise per la costruzione
di giochi. Le attrezzature devono infatti offrire sicurezza ai piccoli
che le utilizzano. Ma, nel «Parque de la Mujer», lo stato di queste
attrezzature è precario. L’ideale sarebbe di comprarne di nuove,
in legno o plastica. Anche perché quelle di metallo sono soggette
a ossidazione.
Anche Lucy Clementi è un’italiana sempre attiva sul fronte sociale.
«Servirebbero più barriere intorno al parco» suggerisce «per
evitare che i bambini, correndo, si ritrovino in strada. E visto che
esistono già delle siepi, bisognerebbe piantarne delle altre per completare il perimetro».
La necessità di ombra sembra essere un punto ampiamente condiviso. Lucy propone di piantare una
«ceiba», tipico albero della selva tropicale.
«È la pianta sacra dei Maya e quindi è anche rappresentativa della comunità locale» sostiene Lucy. Che
poi spiega: «Perché c’è poco verde nei parchi cittadini? In queste zone il cemento rappresenta il
progresso e quindi la fuga dalle difficoltà della selva tropicale. Un concetto diametralmente opposto a
quello europeo dove invece si cerca il contatto con la natura».
Pietro Della Maggesa, fotografo toscano, sottolinea il pessimo stato del campo di calcetto all’interno del
parco. Ecco la sua idea: «Si potrebbe ricoprire l’attuale superficie con della sabbia e poi organizzare
tornei di beach soccer. Il vantaggio sarebbe che lo stesso campo potrebbe essere utilizzato anche per il
beach volley. Inoltre potremmo installare un chiosco dove distribuire bevande, magari cercando la
sponsorizzazione di grandi aziende del settore».
Le proposte per dare vita al Parque de la Mujer sono tante. Tutti infatti possono contribuire a seconda
delle proprie attitudini. L’importante è la buona volontà. Basterebbe impegnarsi anche solo un’ora alla
settimana. «Potrei impartire corsi di arti visive in genere» dichiara il pittore Milovan Prelevic, che
aggiunge: «Insegnerei pittura e scultura. Ma vorrei tenere anche dei workshop a tema. Si potrebbe, per
esempio, riciclare materiale di scarto per creare sculture da esporre poi negli spazi del parco».
Patrizia De Luca, milanese, da otto anni a Playa del Carmen, invece pensa alla musica messicana
tradizionale: «Il gazebo che si trova al centro del parco sembra fatto apposta per ospitare una piccola
band di musicisti. In particolare mi piacerebbe si suonasse musica tradizionale in modo da richiamare l’
interesse della popolazione locale».
Giovanna Pellegrini suggerisce anche l’idea di un corso per conoscere la flora locale: «C’è una sciamana
maya che sarebbe disposta a illustrare le diverse piante presenti nel territorio municipale. Si potrebbero
fare delle lezioni introduttive nel parco, ma anche visite nella selva tropicale per vedere da vicino alberi,
fiori e arbusti». E Giovanna propone anche di organizzare spettacoli di pagliacci per bambini, come già
successo in passato per Natale.
Jane Groman è la presidente dell’associazione Coo’sh - Kiwic, che in maya significa «Andiamo al parco».
Convinta ambientalista, per anni si è battuta per la salvaguardia del parco Fundadores che si trova di
fronte al mare, proprio alla fine dell’Avenida Juarez. Ora Jane Groman, con la sua associazione, si è
presa l’onere di dare vita agli altri parchi della città. È uno di questi è proprio il «Parque de la Mujer»
patrocinato da Il Sole d’Italia e dalla comunità italiana.
«Abbiamo la responsabilità dell’immagine di dieci parchi nella zona urbana e di altri sei in periferia.
Successivamente si dovranno pianificare gli interventi nelle tante zone verdi che stanno sorgendo all’
interno di nuovi quartieri come “Bella Vista”, “Nueva Creacion” e “Santa Fe”, oltreché in tante altre zone
urbane. La città si sta infatti sviluppando a vista d’occhio. Vorrei sottolineare che il “Parque Fundadores”
è stato già adottato dalla “Fundacion Aviomar” mentre il “Parque Leonia Vicario” è stato preso in gestione
dagli abitanti del quartiere Ejido”.
Le idee di Jane per migliorare il Parque de la Mujer? «Innanzituttto la sicurezza. Non è da escludere»
spiega «la possibilità che venga destinato ad uso abitativo uno dei locali del parco per un eventuale
custode». Quindi le attività da svolgere, sempre con un occhio ai giovani. «Possiamo organizzare dei
concorsi di graffiti» conclude Jane «per abbellire i muri del parco. I ragazzi avrebbero così la possibilità di
esprimere liberamente la loro arte anziché imbrattare i muri di nascosto. Poi, periodicamente, i muri
potrebbero essere riverniciati di bianco per dare la possibilità di esprimersi ad altri ragazzi».
Tante le proposte
per dare vita
al «Parque
de la Mujer».
Prima bisogna
piantare
gli alberi, poi
rinnovare giochi
e infrastrutture.
Quindi inizieranno
i corsi di botanica
maya e arte.
Nei piani anche
tornei di volley
e calcetto.
Guarda come dondolo.
Panchine precarie.
Altalene rotte e arrugginite.
Cestini dei rifiuti da raddrizzare.
Campo di calcio... O di patate.
Italiani e bambini del quartiere «Zazil-Ha»
domenica 1 aprile nel Parque de la Mujer
(calle 40, angoloavenida 20 ).
COME CONTRIBUIRE Volontariato. Partecipazione al lavoro di ristrutturazione o promozione di attività socio-culturali. In denaro. Le offerte sono libere. Ogni somma può essere utile. Materiali. Vernice, piante, libri, computer, materiale didattico e tutto quello che può servire per migliorare le infrastrutture del parco. Per maggiori informazioni, chiamare il 984-116 4740. email: ilparco@ilsoleditalia.com
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