numero 34 1-16 febbraio 2007
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Messico, forza Inter...Playa Il nome ricorda i più blasonati nerazzurri milanesi, ma i giocatori non superano i 21 anni. Alla scoperta della squadra di calcio locale e del suo allenatore, Victor Valdelamar. Che spiega come ottenere la promozione in Prima Divisione.
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da Playa del Carmen, Messico
di Massimiliano Pasquariello
Il nome della squadra, Interplaya, ricorda la più famosa Inter, attuale capolista del campionato
italiano di serie A. E come gli undici nerazzurri di mister Mancini, anche la squadra di Playa del
Carmen sembra avviata a un futuro di successi. Il tecnico, Victor Valdelamar Marine, messicano
della capitale, non ha dubbi: l’obiettivo è la promozione alla categoria superiore. E a proposito di
categorie, è necessario far chiarezza sui meccanismi, apparentemente complessi, che regolano i
tornei messicani. «A livello professionale» spiega Valdelamar «esistono quattro categorie: Liga
Nacional, (la nostra serie A, n.d.r), Prima, Seconda e Terza divisione. L’Interplaya milita in Seconda
divisione». Ma come avviene la promozione? «Il campionato è diviso in due fasi: un torneo di
apertura e uno di chiusura. Alla fine, i vincitori di ciascun torneo si sfidano per contendersi l’accesso
alla categoria superiore. Qualora la stessa squadra vinca sia l’apertura che la chiusura, la
promozione è automatica. Per quanto riguarda la Seconda divisione, il torneo di apertura si è già
concluso e ha visto vittorioso il Pachuca. L’Interplaya però, con il suo quarto posto, ha disputato un
ottimo girone ed ha ottime probabilità di vincere il torneo di chiusura e disputare la finale col
Pachuca. A retrocedere è l’ultima squadra di ciascuna divisione». Non funziona così, però, nella
Liga Nacional dove i meccanismi di retrocessione sono piuttosto complessi. Valdelamar prova a
riassumerli così: «Nella serie maggiore conta la percentuale di rendimento: retrocede chi ce l’ha più
bassa. E non è sempre l’ultimo classificato. Le percentuali tengono conto dell’andamento della
squadra negli ultimi tre anni in funzione dei risultati ottenuti in casa e fuori. Una specie di media
inglese, insomma».
Ma in Messico, nella Seconda divisione, c’è anche un altro torneo parallelo, quello della «Liguilla»,
che non conta per la promozione, ma riveste un certo prestigio. «La Seconda divisione» spiega
ancora Victor Valdelamar, «è divisa in cinque zone geografiche: l’Interplaya è nella “Sur”. Tre
squadre di ciascuna zona partecipano al campionato chiamato Liguilla che diventa così un torneo a
livello nazionale». E anche i punteggi nascondono delle curiosità. «Se una partita finisce in parità, le
squadre tirano i calci di rigori: chi vince, ottiene un punto extra oltre al punto guadagnato per il
risultato di parità» aggiunge il tecnico. In Messico, da giocatore, Victor Valdelamar ha ricoperto il
ruolo di terzino e ha militato in Prima divisione con il Puebla e con lo Zacatepec. Niente male
neanche il curriculum di allenatore. Che riassume così: «Questa è la mia terza stagione all’
Interplaya. Ho allenato anche i Los Angeles de Puebla, ottenendo la promozione in Prima divisione,
e poi anche i Toros Neza e i Lobos Buap». L’Interplaya è una squadra giovane e alcuni giocatori
sono già balzati all’attenzione dei selezionatori dei tornei maggiori, come conferma Valdelamar: «I
calciatori, in questa divisione, non superano i 21 anni, come richiesto dalla Lega Messicana, e non
sono ammessi giocatori stranieri. Tutti hanno un contratto federale e, mediamente, guadagnano
15.000 dollari l’anno. Molti di loro sono stati aquistati da squadre di serie maggiore: proprio
recentemente un nostro ragazzo è andato a giocare in Prima divisione».
Gli allenamenti, in vista di una possibile finale col Pachuca, non sono affatto teneri: «Tre volte al
giorno» conclude Valdelamar «tra allenamento fisico e tecnico. Dobbiamo dare il massimo per
raggiungere l’obiettivo. E poi ora abbiamo anche una “casa club” qui a Playa del Carmen che ospita
i ritiri della squadra e mantiene alta la concetrazione. I miei campioni preferiti? I miei ragazzi: sono tra
i calciatori al mondo che ammiro di più sotto tutti i punti di vista».
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V.
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