da Playa del Carmen, Messico

di Massimiliano Pasquariello

L'uso delle piante medicinali era diffuso già ai tempi di Ippocrate, precursore della scienza medica. I
primi medicamenti apparvero all’epoca dei Romani e dei Greci con «cataplasmi» a base di
belladonna e di mandragola. E d’altra parte la moderna farmacologia basa i propri principi attivi
sugli estratti vegetali: l’acido acetil salicilico dell’aspirina proviene dalla pianta del salice e la
penicillina da un fungo.
«Già nel 1970» spiega il dottor Luis David Suárez Rodríguez
(foto sotto), specialista in Fitoterapia
e Agopuntura a Playa del Carmen (Messico) «l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità,
riconobbe la medicina alternativa come complemento della scienza medica». E sottolinea: «Molte
persone fanno uso di rimedi vegetali che si trovano nelle erboristerie. La differenza tra erboristeria
e fitoterapia è che quest’ultima applica una metodologia scientifica all’uso di erbe medicinali
combinando con esattezza i principi attivi delle piante: è una vera e propria farmacologia con base
vegetale».
Insomma l’uso di piante, ma anche
l’agopuntura, non è una sorta di
stregoneria. «La specializzazione in
Fitoterapia e Agopuntura dura due anni
ed è un corso post-laurea accessibile solo
ai laureati in Medicina» spiega il dottor
Suárez. Che poi aggiunge: «La diagnosi
continua ad essere eseguita con gli
strumenti classici della scienza medica.
La cura poi, può contemplare rimedi
fitoterapici e con agopuntura». E a
proposito di agopuntura, la storia è
dettagliata e affascinante. «Oltre ai
cinesi, precursori della terapia, anche i
Maya la praticavano tramite sottilissime
spine di pesce. La moderna agopuntura
individua 351 punti “ordinari” del corpo dove applicare gli aghi» racconta lo specialista, che
aggiunge: «Oltre i punti ordinari, ci sono quelli “straordinari”, che a seconda delle diverse “scuole di
pensiero”, variano dai 90 ai 120. Gli aghi non interagiscono con le fibre nervose: la sensazione di
leggero formicolio elettrico, che in cinese si chiama “Deqi” e che significa “quando arriva l’energia”,
è dovuta all’interazione dell’ago con una fascia intramuscolare chiamata “fascia profonda”. E furono
proprio dei fisiologi italiani, dell’Università di Padova, che scoprirono che il  tremore elettrico era
dovuto proprio a questa interazione».
Nei paesi asiatici, l’agopuntura gode di un’immensa popolarità. In Occidente, invece, esistono
ancora dubbi e incertezze. Gli scettici non credono che un ago può curare una patologia. «La
“fascia profonda” è un tessuto che separa due muscoli. Ed è pieno di recettori che comunicano
direttamente con il cervello» ribatte il dottor Suárez. Che continua: «Questi recettori sono
responsabili della percezione dello spazio che ci circonda. Interagendo con la “fascia profonda”,
modifichiamo la percezione e la risposta che ne deriva dal cervello. Per esempio, è possibile variare
la quantità di endorfina emessa dal corpo. L’endorfina è responsabile della percezione del dolore e
degli stati di ansia: maggiori quantità alzano la soglia di sopportazione del dolore e abbassano lo
stress. Ma anche il livello di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del piacere, può essere
modificato: abbassandone la soglia, si possono curare anche le tossicodipendenze perché si
diminuisce la sensazione di piacere derivata dall’assunzione di sostanze stupefacenti».
Ma le potenzialità dell’agopuntura non finiscono qui. Lo sanno benissimo i cinesi che applicano le
loro conoscenze anche in campo sportivo.
«Nel ciclismo spesso i ciclisti vengono squalificati per l’uso di Epo (Eritropoietina), un “dopante” che
aumenta le prestazioni» spiega ancora il dottor Suárez. Che rivela: «Agendo con un ago da terapia
in un punto della schiena denominato BL17 - “Geshù”, si ottiene lo stesso risultato ma in modo
naturale: la fascia profonda “ordina” al cervello di produrre una maggior quantità di Eritropoietina».
Ma non solo. «L’agopuntura può essere usata anche nella cura dell’obesità» specifica Luis David
Suárez Rodríguez. «Ma attenzione» aggiunge «è solo una terapia coadiuvante perché è
fondamentale curare i disturbi e i disordini alimentari del paziente. L’agopuntura, agendo in due
punti situati nello stinco e nel piede, abbassa la soglia di sazietà».
Anche l’ago ha la sua importanza e deve essere realizzato secondo regole precise. «È costituito da
un manico e da un corpo che entra nel tessuto» precisa il medico messicano. Che chiarisce: «Il
corpo è di materiale inossidabile; il manico invece, secondo i casi da trattare, può essere in
argento, rame e oro. Le differenze? L’ago con il manico d’oro, per esempio, è usato per tonificare i
tessuti perché è un metallo più duttile che trasmette più elettroni, e quindi maggiore energia, alla
“fascia profonda”».
Oltre al tipo di metallo, variano anche le misure degli aghi. «La lunghezza è di quattro centimetri»
spiega lo specialista «mentre il diametro è variabile: più è profonda la “fascia” da raggiungere
maggiore sarà il diametro da utilizzare. Per esempio in applicazioni facciali, la “fascia profonda” è
molto superficiale ed è sufficiente un ago con un diametro di 0,20 mm mentre per le fasce muscolari
della schiena è necessario usare diametri di 0,40. Il più usato è l’ago da 0,30 mm».
Paura degli aghi? C’è il laser. «Per questi tipi di pazienti esistono apparati laser specifici: regolando
la potenza e lo spessore del raggio, si interagisce con la “fascia profonda” come se si stesse
usando un ago».
Occidente ed Oriente però guardano alla medicina con concezioni diverse. Spiega infatti il dottor
Suárez Rodríguez: «In Occidente la medicina è vista come qualcosa di curativo: una persona va dal
dottore quando sta male. In Oriente, invece, esiste una concezione preventiva. L’agopuntura in
particolare viene usata per mantenere un corpo sano. Dovremmo imparare di più dagli orientali».
Non esiste comunque un ciclo di applicazioni uguale per tutti. «Ciascuna seduta di agopuntura dura
dai 20 ai 30 minuti» spiega il dottor Suárez Rodríguez «e mediamente vengono applicati dai tre ai
venti aghi. Per quanto riguarda il numero di sedute però, la durata dipende dall’entità del disturbo».
Insomma l’agopuntura e la fitoterapia sono discipline complementari alla medicina tradizionale. Per
chi volesse verificarne di persona l’efficacia qui in Messico, il dottor Suarez risponde ai numeri 984
8032039 (ambulatorio di Playa del Carmen) e 984 1350492 (cellulare). Ma si può anche scrivere
alla e-mail doctorsuarez@gmail.com e visitare la pagina web www.sanar.org.mx.
numero 32
1-15
gennaio
2007
Messico. Medicina alternativa.
Curarsi con aghi ed erbe
Un dottore specializzato in agopuntura e fitoterapia
mette in pratica a Playa del Carmen
gli insegnamenti di Cinesi, Greci, Romani e Maya.
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V.