da Playa del Carmen
di Massimiliano Pasquariello
Ascoltatori con la pelle d’oca al beach club «Mamita’s» lo
scorso 22 novembre. Non solo per l’insolito freddo
registrato nel corso della serata d’apertura della quarta
edizione del «Riviera Maya Jazz Festival», ma soprattutto
per le vibranti melodie risuonate nella notte playense.
La spiaggia, la luna e il vento dei Caraibi hanno fatto il
resto cullando le incredibili note espresse da chitarre,
batterie, tastiere e sax dei migliori artisti di jazz messicani
e internazionali. Il pubblico, a tratti estasiato, ha seguito
incantato la kermesse notturna grazie anche ai due
mega-schermi che hanno permesso di cogliere più da vicino il trasporto dei musicisti nella loro
interpretazione. È stato insomma reso onore all’intero panorama jazzistico e alle sue
innumerevoli contaminazioni con il rock, l’ R&B, il funk ed il folk mentre turisti e residenti hanno
accolto con entusiasmo la manifestazione che, ad eccezione dell’ultima serata, è stata
completamente gratuita.
Il gruppo messicano degli «Aguamala» di Fernando Touissant ha fatto gli onori di casa dando il
via al festival con una interpetazione jazz-rock che ha poi fatto da «apripista» alla tanto attesa
band statunitense dei «Screaming Headless Torsos». Il gruppo dell’eclettico e virtuoso
chitarrista David «Fuze» Fiuczynski ha sorpreso il pubblico: prima ha inserito nella sua
interpretazione alcuni passaggi in lingua spagnola, poi ha citato dei versi del poeta cubano
José Martí ed infine, a metà concerto, ha indossato la maschera con la croce di un famoso
lottatore messicano.
Emozioni anche nella seconda serata. In apertura, i messicani «Wet Paint» hanno proposto il
loro jazz dai caratteri latini e africani: un trionfo di fraseggio jazzistico con passaggi fluidi e
continui tra sax, chitarra, piano e batteria. Ma il clou è arrivato con gli stellari «Mint Condition».
La band di Minneapolis, che nella passata edizione aveva dovuto cancellare la propria
esibizione a causa di una inclemente condizione meteorologica, non ha deluso le centinaia di
spettatori: forte, prolungato ed intenso il dialogo musicale dei componenti del gruppo. Il tutto
messo in risalto dal movimento corporeo dei protagonisti e dall’improvvisazione vocale di
Stocley.
Ad aprire l’ultima serata prevista al Mamita’s, è stato Tom Coster che ha ripercorso un po’ tutta
la sua genealogia musicale contrassegnata dall’influenza del chitarrista messicano Carlos
Santana, con cui ha lavorato in numerose occasioni. Poi, un pubblico-record ha accolto un
pezzo della storia musicale internazionale: i «Kool & the Gang». Il gruppo, integrato anche con
nuovi e giovani musicisti, ha eseguito alcuni dei suoi più grandi successi, fra cui il mitico brano
«Celebration» che è stato accompagnato da un’ovazione.
L’ultima serata, che si è celebrata al Royal Porto Real, è stato un omaggio alla musica dei
Beatles. I musicisti delle serate precedenti si sono alternati sul palco per interpretare alcuni dei
brani della band di Liverpool come «Yesterday»,«When I´m sixty-four», «Taxman», «Drive my
car», «Get back», «Help», «Norwegian wood», «Come together», «Dear Prudence», «Penny
Lane».
Alla fine, tutti insieme, hanno cantato «Hey Jude». E così, il «Riviera Maya Jazz Festival»
continua a evolversi e a migliorare. La novità di questa edizione è quella di aver prodotto un cd
con brani anche delle precedenti edizioni e che sarà presto possibile acquistare.
L’appuntamento in Messico è per l’anno prossimo, con sempre maggiori sorprese.
numero 30 1-15 dicembre 2006
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Messico, così suonarono a Playa del Carmen Riviera Maya Jazz Festival. Per tre serate, sulla spiaggia sotto le stelle, si sono avvicendati noti musicisti messicani e stranieri. Euforia per la sempreverde «Celebration» degli inossidabili «Kool and the Gang». Finale al coperto con le canzoni dei Beatles.
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