numero 16

24-30
luglio
2006
da Playa del Carmen

Pierpaolo Capalbo

Una spiaggia della Rviera come ambientazione cinematografica di una scena di Pulp Fiction. Per chi ha
visto la solarità delle spiagge del Messico e la tenebrosità dei paesaggi del film di Tarantino è una
contraddizione in termini, ma nelle prossime settimane questa diventerà realtà. Infatti il regista americano,
che dirigerà la pellicola assieme al connazionale Robert Rodríguez (già regista di Sin City), sta cercando
proprio nella Riviera Maya lo scenario ideale che farà da sfondo al suo ultimo lavoro cinematografico
“Grind House” che dovrebbe uscire nelle sale nell’aprile del 2007.
Ancora non si conosce su quale località è ricaduta la scelta dei due registi ma fonti statali hanno
confermato che proprio Rodríguez nel mese scorso ha compiuto un sopralluogo nella regione per mettere
a punto gli ultimi dettagli. Tarantino e Rodríguez  stanno lavorando fianco a fianco con la commissione
cinematografica di Quintana Roo per ottenere il massimo supporto logistico e i necessari permessi per
girare le scene della nuova pellicola.
Per il Messico e la Riviera Maya sarà una grande occasione per salire alla ribalta e promuovere la
bellezza delle proprie località su un circuito internazionale. Non più solo scene da cartolina o depliant
fotografici nelle agenzie turistiche ma luoghi immortalati dalla macchina da presa che resteranno per
sempre nella memoria degli appassionati di cinema.
Ma al di là dei vantaggi in termini pubblicitari, il grande carrozzone hollywoodiano porterà nella Riviera
anche dei grossi introiti economici. Nonostante la velocità con cui le scene verranno girate, tutto dovrebbe
essere completato in soli tre giorni, la troupe sarà impegnata per quasi due mesi. Ciò significherà per la
popolazione locale cinquanta nuovi posti di lavoro per quasi quattro milioni di dollari d’investimento.  
“Grind House”, il cui tentativo di traduzione del titolo darà agli esperti italiani più di un grattacapo, sarà un
film composto da due episodi separati. Il primo chiamato “Death Proof - la prova della morte” sarà un
horror stile anni ’70 che verrà girato da Quentin Tarantino; il secondo, “Planet Terror”, (proprio quello che
sarà girato nella Riviera) una storia di zombie diretta da Rodríguez. L’approdo della Riviera Maya sul
grande schermo non finisce qui ma raddoppia, questa volta tramite l’attore messicano Manuel Ojeda che
interpreterà il personaggio di un missionario locale nel film “La ciudad perdida - La città perduta”. La
pellicola, diretta dal debuttante Manuel Dupré, verrà girata a partire dal prossimo gennaio e vedrà l’attore
messicano confrontarsi con la lingua Maya.
Non è la prima volta che Ojeda si cimenta in uno sforzo simile. Già nel film “Hijos del viento”,  pellicola del ’
99, aveva dovuto apprendere il nahuatl. Al contrario di “Grind House”, dove la Riviera fara da sfondo, ne
“La città perduta” la cultura e le tradizioni di questi luoghi costituiranno una parte fondamentale del film.
La storia sarà infatti un’avventura archeologica che si svilupperà intorno alla perdita di un gioiello antico
maledetto che sarà foriero di sventure per le nuove generazioni. Inoltre, lo stesso personaggio
interpretato da Ojeda rispecchierà i canoni misteriosi e occulti del religioso metà missionario, metà
sciamano così caro alla tradizione storiografica post-colombiana.
Proprio la possibilità di fare parte di un contesto ambientale e culturale così affascinante sembra aver
convinto Ojeda: “La parte più interessante del progetto sarà quella di poter girare in scenari naturali unici
che mostreranno al mondo la meravigliosità di questi luoghi”. La Riviera già ringrazia.
La Riviera Maya diventa "pulp"
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V.
Messico/ Cinema.