da Playa del Carmen
Pierpaolo Capalbo
In Messico le tartarughe marine, una delle specie più minacciate del pianeta, continuano ancora
a riprodursi con successo grazie all’impegno costante di specialisti e volontari che ogni anno
aiutano questi fossili viventi a raggiungere le onde del Mar del Caraibi. Persone che seguono
questi animali nella fase iniziale della loro vita assicurandosi che tutto si svolga senza intoppi.
Da oggi però, chi vorrà sentirsi parte integrante di questo lavoro di squadra non dovrà
necessariamente armarsi di sandali e pila ma potrà devolvere al comitato di Protezione della
tartaruga marina un’offerta libera. Soldi che serviranno a finanziare i progetti di salvaguardia di
questi animali.
È questo lo scopo principale del programma denominato “Patrocinador tortuguero” che
permetterà, a coloro i quali abbiano a cuore la problematica, di inviare somme comprese tra i 50
e 15mila pesos e partecipare così attivamente a tutti i progetti che il governo cozumeleño ha
previsto per questa stagione di deposizione e schiusa delle uova. Un espediente astuto che
permetterà alle autorità locali di far fronte alla cronica carenza di fondi che in passato aveva
sempre messo a rischio la riuscita delle operazioni di salvataggio. Anni in cui molto è stato fatto
grazie all’apporto di volontari dell’isola e stranieri che hanno sposato questa causa senza
chiedere niente in cambio.
I soldi che verranno raccolti in Messico saranno soprattutto utilizzati per acquistare l’attrezzatuta
necessaria ai lavori, quindi nastri di protezione, lampade, radiotrasmittenti, frigoriferi portatili per
trasportare i nidi e altro ancora. I mecenati disposti a finanziare l’opera, oltre ad assecondare il
proprio animo ecologista, verrano anche premiati. Ad annunciare la decisione di offrire dei
riconoscimenti in cambio dell’appoggio economico è stato Christopher Baca González, titolare
del direttorio dell’Ambiente e dell’ecologia: “Coloro i quali sponsorizzeranno le nostre attività
riceveranno un premio consono alla cifra donata”.
In pratica i sostenitori verranno ringraziati pubblicamente o attraverso il sito del comitato. Se le
offerte arriveranno da aziende, i loro nomi, con i rispettivi loghi, verranno pubblicizzati nelle
pagine web. Intanto, prima ancora che i benefici effetti del programma di autofinanziamento si
facciano sentire, sono stati diffusi i primi dati sulla deposizione delle uova di tartarughe a
Cozumel.
Sarebbero ben 120 i nidi rilevati lungo la costa, la maggior parte appartenenti alle specie
Bianca (Chelonia mydas) e Caguama, quest’ultima meglio conosciuta in Europa con il nome di
Caretta Caretta. I giganti del mare, fino ad ora, hanno accordato la propria preferenza
soprattutto alla spiaggia Chumul che da sola ha dato ospitalità a 28 nidi. A questi ne vanno
aggiunti altri dieci che sono stati trasportati qui da altre zone per evitare problemi d’incubazione
e schiusa. Questa è una misura straordinaria che gli addetti ai lavori limitano solo alle situazioni
più pericolose. Infatti da quando le uova vengono lasciate dove mamma tartaruga ha deciso di
deporle la percentuale di quelle che matura in modo corretto si è alzata notevolmente.
Il programma di Protezione della tartaruga marina, che è stato allestito per la prima volta tredici
anni fa, è partito il 15 maggio e andrà avanti fino alla metà di novembre. Quest’anno si affida a
86 persone che giornalmente ispezionano le spiagge divise in sei pattuglie. Per coloro i quali
vogliano fare parte di questo progetto donando del denaro è stato instituito un conto corrente in
Messico presso il Bancomer: il numero di conto è 0151810685.
Riviera Maya, eden delle tartarughe
Una delle specie più minacciate del pianeta trova rifugio lungo
le coste dello Stato. E parte anche una raccolta di fondi.
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