numero 12
26 giugno- 2 luglio 2006
|
da Playa del Carmen
Pierpaolo Capalbo
Hotel che dispongono di ogni confort, un patrimonio archeologico di primo piano e spiagge da
cartolina sono tutte condizioni fondamentali allo sviluppo del turismo nella nostra area. Queste
però potrebbero passare in secondo piano se il Mar dei Caraibi venisse contaminato. È
proprio per questo che ogni anno autorità nazionali e locali svolgono i controlli necessari a
garantire che la qualità dell’acqua rimanga sui livelli che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
La buona notizia è che anche quest’anno i bagnanti che affolleranno le spiagge dello Stato
dovrebbero poter contare su acque cristalline. Nei mesi passati da più parti si erano levate
forti preoccupazioni riguardo, in seguito alla decisione del governo federale d’inasprire le
norme che stabiliscono i parametri generali sulla qualità dei mari. In particolare la “norma 014”
che fissa il livello massimo di concentrazione di enterococchi (uno dei batteri più comuni e
pericolosi presenti in mare), era stato portato da 500 parti per ogni cento millilitri di acqua a
100. Un risultato difficile ma che dovrebbe essere raggiunto senza particolari ansie dalle
spiagge della zona nord almeno secondo quanto dichiarato da Juan Ortegón Pacheco, capo
delle giurisdizione sanitaria numero 2: “Fino ad ora gli indici da noi rilevati sono perfettamente
in linea con i parametri stabiliti dalla legge”.
Ortegón ha inoltre assicurato che i dati incamerati dal ministero della Salute trovano conferma
in quelli ottenuti dalla commissione per l’Acqua potabile e le fogne: “I risultati comparati dei due
prelievi hanno dato esito fortunatamente negativo, non c’è nessuna presenza batteriologica di
cui allarmarsi”. Dal funzionario è arrivato il plauso alla decisione di abbassare i parametri della
legge, il modo migliore per ottenere un risultato, importante tanto per i turisti stranieri quanto
per la comunità locale: “La modifica della norma 014 è pensata per garantire una maggiore
sicurezza ai turisti e alla nostra gente. Ricordiamoci - ha continuato Ortegón Pacheco - che la
maggior parte degli introiti economici del nostro Stato provengono dal settore turistico ed è
nostro interesse garantire maggiore sicurezza”.
L’incaricato della giurisdizione sanitaria ha precisato che la condizione delle acque marine
viene monitorata costantemente durante l’anno: “I laboratori sanitari sia statali come
giurisdizionali fanno prelievi continui per sincerarsi che la situazione sia sempre sotto controllo.
Poi quando viene determinato un aumento eccessivo della presenza batteriologica si
prendono le misure necessarie che possono arrivare fino al divieto di balneazione”. Un
problema in più per gli istituti che si occupano di questa operazione viene dalle caratteristiche
intrinseche del Mar dei Caraibi: “Le correnti sono spesso molto forti - ha detto Ortegón
Pacheco - e questo comporta che i livelli di batteri presenti possano variare in modo
considerevole anche da un giorno all’altro”.
A ricevere un occhio di riguardo nei prossimi mesi saranno le spiagge più turistiche: in primis
Solidaridad, Benito Juárez, Cozumel e Isla Mujeres nelle quali verranno effettuati controlli
mensili.
Il monitoraggio continuo delle acque è un mezzo necessario per garantire l’incolumità dei
bagnanti. Infatti le famiglie di batteri che si sviluppano nell’ambiente marino, come gli
enterococchi o i coliformi, possono essere estremamente pericolosi. L’esposizione che può
avvenire per ingestione, assorbimento dermico o inalazione, può provocare infezioni
gastrointestinali, infiammazioni cutanee e oculari oltre che problemi alle vie respiratorie.
Messico, acque cristalline nel Quintana Roo
Anche quest’anno, il mare che bagna lo Stato supera
la prova delle analisi batteriologiche: rispettati tutti i parametri
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V.
|