numero 10

12-18
giugno
2006
da PLAYA DEL CARMEN
Pierpaolo Capalbo

Lo squalo balena è il pesce più grande del mondo, diciotto metri di lunghezza per venti (ma può raggiungere anche le trenta) tonnellate di peso, ma
soprattutto un’attrazione che attira migliaia di turisti impazienti di venire a contatto con una delle specie più affascinanti di tutto il Pianeta. Un rituale che
si ripete ogni anno quando, a partire da giugno e fino a settembre, questi giganti del mare, durante il loro viaggio migratorio, attraversano le acque
della Riviera stuzzicando la passione e la curiosità dei vacanzieri.
Proprio in virtù di un fenomeno che interessa sempre più persone, le autorità locali hanno deciso di compiere un passo in avanti in materia di sicurezza
e rispetto ambientale e da oggi in poi chi vorrà sfruttare questa attività turistica dovrà essere direttamente abilitato e riconosciuto. È questo il senso del
corso che nei giorni scorsi hanno svolto quarantadue tra pescatori e operatori turistici di Isla Mujeres nel salone del Consiglio comunale. Un
programma di sei ore, che rispecchia le nuove normative approntate dal governo federale, in cui le aspiranti guide hanno appreso le tecniche di primo
soccorso che potrebbero permettere di salvare questi animali in caso d’incidenti.
Ora il passo successivo dovrà essere compiuto dal ministero dell’Ambiente e delle Risorse naturali (Semarnat) a cui spetta un’ulteriore certificazione
che secondo indiscrezioni potrebbe arrivare entro la fine del mese.
Nel frattempo però dovrebbero essere almeno dieci le imbarcazioni in funzione nelle vicinanze del Parco nazionale dell’isola Contoy e il Capo Catoche.
Bisogna ricordare come questo provvedimento ponga Isla Mujeres al passo con le altre regioni che hanno la fortuna di ospitare il passaggio degli
squali balena. Mentre in altre zone lo sfruttamento turistico ha radici più antiche a Isla Mujeres è solo il secondo anno in cui questo tipo di ecoturismo è
praticato.
L’interesse che negli ultimi anni è andato moltiplicandosi intorno allo squalo balena non deve meravigliare. A dispetto della sua notevole stazza, è
infatti una delle specie meno conosciute nel panorama scientifico internazionale. Fino a poco tempo fa era addirittura ignoto il suo sistema riproduttivo.
Il dilemma è stato risolto alcuni mesi addietro quando un gruppo di studiosi, guidati dalla dottoressa Eugenie Clark, ha potuto esaminare una femmina
di squalo balena rimasta incagliata nelle reti di un pescatore di Taiwan. Nello stupore generale, quest’esemplare, largo ben dodici metri, ospitava
dentro di sé due uteri che contenevano oltre 300 uova con embrioni da circa 50 centimetri l’uno di grandezza. Un ritrovamento che ha permesso di
catalogare questa specie all’interno della famiglia degli ovovipari (l’embrione prende nutrimento esclusivamente dal materiale contenuto nell’uovo).
Ma questo non è l’unico mistero che avvolge questa creatura: ad esempio non si conosce l’età media che riescono a raggiungere. Secondo molti
studiosi potrebbero vivere anche 150 anni, un’età che li porrebbe ai primi posti nella graduatoria degli animali più longevi del Pianeta. Facilmente
riconoscibile, per la sua gigantesca bocca, le sue dimensioni e la sua lentezza, questo animale è assolutamente innocuo per l’uomo, in quanto, per la
sua dieta, preferisce plancton, piccoli pesci e calamari. Nonostante l’attenzione che gli Stati hanno riposto per la loro conservazione, gli squali balena  
rimangono una specie a rischio soprattutto nei Paesi, come Taiwan, dove sono cacciati per le loro carni.  (P.C.)
Messico, Riviera Maya. Il placido squalo balena torna a visitarci
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