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Fiat 500, la piccola grande leggenda italiana ora è «made in Mexico»
Nel 2011, oltre centomila automobili
saranno prodotte nello stabilimento di Toluca.
da Città del Messico
LA FIAT 500 «made in Mexico» è una
realtà. L’amministratore delegato del
Gruppo Fiat-Chrysler, Sergio
Marchionne, ha partecipato il mese
scorso all’evento di lancio della Fiat
500 presso lo stabilimento Chrysler
di Toluca. Alla cerimonia, unitamente
al nostro ambasciatore Roberto Spinelli,
erano presenti il presidente della Repubblica Felipe Calderon, il ministro per l’Economia, Ruiz
Mateos, il direttore generale di Promexico, Bruno Ferrari, ed il governatore dello Stato del
Messico, Enrique Peña Nieto.
Nel manifestare il suo più convinto apprezzamento per la qualità dello stabilimento di Toluca, l’
ad Marchionne ha voluto sotto-lineare l’importanza del fattore umano quale elemento
determinante per raggiungere livelli sempre più elevati di efficienza ed innovazione.
In tale ottica, si inserisce la produzione della 500 in Messico che rappresenta un modello
estremamente innovativo per la qualità dei processi produttivi e la concezione stessa del
prodotto. Allo stesso tempo, Marchionne ha ricordato come la nuova realtà creata dal gruppo
Fiat-Chrysler apporterà modifiche sostanziali in termini di riduzione delle emissioni e dei
consumi, citando ad esempio i nuovi motori V6 Jeep che verranno ottimizzati grazie alle
tecnologie Fiat.
Secondo le previsioni del gruppo, illustrate in forma dettagliata da Marchionne nel corso dell’
evento di lancio, lo stabilimento di Toluca dovrebbe essere pienamente operativo già a partire
dal prossimo mese di dicembre, con tempi dimezzati (12 mesi) rispetto a quelli (24-36 mesi)
normalmente richiesti per questo tipo di operazione. La produzione attesa è di 100-130 mila
unità l’anno, per coprire una domanda che riguarda il mercato di tutto il continente americano:
in particolare Stati Uniti e soprattutto Brasile, mercato in forte crescita dove il marchio Fiat è
«market leader», ha spiegato Marchionne. Al mercato Messicano è invece destinato il 10%
della produzione.
L’investimento del gruppo è di 550 milioni di dollari, finanziati in gran parte attraverso l’
apertura di una linea di credito di 400 milioni di dollari («soft loan») da parte delle due
principali finanziarie del governo messicano (Nafin e Bancomext). Marchionne ha infine
ricordato che oltre ai 400 nuovi posti di lavoro interni allo stabilimento, l’investimento dovrebbe
portare alla nascita di ulteriori 1200 impieghi indiretti, e che il gruppo stesso intenderebbe, in
futuro, ampliare i propri impegni in questo Paese. Le autorità messicane hanno colto l’
occasione per ribadire i punti di forza del Messico quale grande piattaforma logistica per gli
investimenti che abbiano un interesse a penetrare sia il mercato nord-americano che quello
latinoamericano. L’investimento Fiat-Chrysler acquisisce poi un significato particolare perché
rappresenta un segnale importante di inversione di tendenza per un settore, quello automobili-
stico, che continua ad avere un peso determinante per il manifatturiero messicano (vale l’11%
degli occupati nel settore ed il 20% del Pil nazionale) e che ha vissuto, nel 2009, una delle
peggiori contrazioni della sua storia. Il presidente del Messico, Felipe Calderon, ha voluto
sottolineare come l’investimento Fiat-Chrysler porterà in Messico non la semplice produzione
di un’automobile, ma quella di una «icona», di un «simbolo», di un «emblema» della migliore
tradi-zione italiana di fare impresa.
(Fonte: Ambasciata d’Italia, Città del Messico)
Da Il Sole d'Italia, marzo 2010
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La Fiat 500 è una bellissima vettura,ma se costerà
come in Italia non penso possa incontrare
il consenso dei Messicani.