| © 2010 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società editrice costituita in Messico con sede a Playa del Carmen. |
Se ne discuteva da anni. E finalmente la mega-opera è stata compiuta: investiti 200 milioni di pesos, recuperati oltre quattro km di litorale, collocati 800 mila metri cubi di nuova sabbia. «Ora tutta Playa del Carmen ne trarrà beneficio» spiega il sindaco Román Quian in questa intervista a Il Sole d’Italia. di Vito Taormina da Playa del Carmen Chiamatela Playa a tutti gli effetti. Con un investimento di 200 milioni di pesos (circa 12 milioni di euro), la cittadina caraibica più amata dagli italiani ha recuperato oltre quattro chilometri di bianche spiagge tropicali. Un lifting massiccio - 800 mila metri cubi di sabbia estratta al largo dell’isola di Cozumel - che ha riportato al suo antico splendore la perla della Riviera Maya. Il litorale, infatti, era diventato sempre più striminzito a causa della dissennata cementificazione lungo la costa attuata qualche anno fa: quando moli, condomini, ville e alberghi furono costruiti sradicando le preziose mangrovie che proteggevano le aree costiere dall’erosione causata dai venti e dalle correnti. Ma il passato è passato. E oggi si volta pagina. Anzi, si fa un salto indietro di qualche decennio. «Sembra la spiaggia che c’era trent’anni fa» raccontano i «vecchi» abitanti di Playa del Carmen. Insomma, l’amministrazione comunale non poteva pensare a un investimento migliore per rilanciare l’industria del turismo, reduce da un 2009 nero per la crisi finanziaria internazionale e per la storiaccia dell’influenza H1n1. «All’inizio del mio mandato, anzi già nel corso della campagna elettorale, abbiamo inserito il recupero del litorale tra i nostri progetti principali» spiega a Il Sole d’Italia Roman Quian, presidente del municipio di Solidaridad. Che aggiunge: «Tra gli operatori del settore turistico c’era infatti grande preoccupazione per le condizioni delle nostre spiagge. Una situazione diventata critica soprattutto a Playacar dove diverse abita-zioni e strutture alberghiere erano praticamente a ridosso del mare. Un problema che bisognava risolvere drasticamente per dare una spinta decisa alla ripresa turistica di tutta la zona. La nostra immagine all’estero è costituita da sole, sabbia e mare: non poteva quindi mancare uno degli ingredienti principali. Così abbiamo fatto del recupero delle spiagge una priorità della nostra ammini-strazione, nonostante i costi elevati del progetto». Appunto. Quanto è costato il recupero delle spiagge? Il progetto, che ha interessato i litorali di Cancun e Playa del Carmen, è costato complessivamente mille milioni di pesos; e circa 200 milioni sono stati spesi per il recupero delle spiagge di Playa del Carmen. Di questi 200 milioni di pesos, quanti ne sono usciti dalle casse del municipio? Poco più della metà, 102 milioni, sono stati spesi dal nostro municipio che si è avvalso di una linea di credito aperta con un istituto finanziario. Il resto del progetto è stato finanziato con fondi federali e statali. Quali sono le prospettive di ripresa per il turismo a Playa del Carmen? La Riviera Maya e tutto lo stato di Quintana Roo si stanno consolidando come importanti destinazioni turistiche internazionali. La diversità dello stato e soprattutto la vicinanza fra Cancun, Isla Mujeres, Cozumel e Playa del Carmen, danno grande risonanza alla zona. I grandi tour operator europei hanno accolto con grande soddisfa-zione la grande opera di recupero delle spiagge. Ed ora potranno veicolare un numero sempre maggiore di turisti nei Caraibi Messicani. Insomma, questo progetto ci permette di continuare ad avere fiducia nel Messico. E non dimentichiamo anche la grande campagna pubblicitaria in atto per promuovere Playa del Carmen dentro i confini nazionali. Peccato però che un biglietto d’aereo per Cancun costi meno partendo da New York che da Città del Messico... E’ vero, i biglietti dei voli interni restano più costosi rispetto ad altri paesi. So bene che in Europa, ad esempio, oggi si vola davvero con pochi soldi. Comunque la cosa importante è che le nuove spiagge attireranno turisti da ogni parte del mondo che porteranno più prosperità per tutti. Per tutti? Certo. Le posso assicurare che in ogni famiglia di Playa del Carmen c’è almeno un membro vincolato all’industria del turismo. Se non ci sono belle spiagge i turisti vanno da un’altra parte e tutta l’economia ne soffre. Oggi, con il nuovo litorale, siamo tutti destinati a progredire economicamente. L’immagine della città è inoltre migliorata notevolmente. Basta fare una passeggiata lungo la Quinta Avenida per rendersene conto. Le strade che portano in spiaggia hanno assunto un aspetto davvero caraibico appunto per l’ampiezza dell’arenile che oggi, in alcuni tratti, ha guadagnato almeno 30-40 metri. Lei è il primo presidente municipale nato e cresciuto a Playa del Carmen. Quando lei era ragazzo esisteva il problema dell’erosione costiera? C’era una bella spiaggia che cresceva e si ritraeva in maniera naturale per effetto dei venti. I problemi derivati dall’erosione costiera inizia-rono quando si costruì il molo all’altezza dell’ Avenida Constituyentes. Perché quando si cola cemento sul fondo marino, si blocca il flusso naturale delle correnti. Tutto ciò vi ha insegnato qualcosa? Ovvero: i futuri governanti terranno presente questa lezione? Credo che la lezione sia stata imparata e posso garantire che gli attuali amministratori pubblici stanno facendo rispettare regole e leggi per la tutela delle zone costiere. |
| Da Il Sole d'Italia, marzo 2010 |



