| Da Il Sole d'Italia numero 64 1 - 15 maggio 2008 |
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| Messico, turismo ecosostenibile Quindici hotel aderiscono al progetto per la riduzione dei consumi energetici. E anche a livello nazionale nascono nuove iniziative. da Playa del Carmen di Massimiliano Pasquariello Ridurre i consumi di acqua ed energia elettrica e utilizzare materiali che salvaguardano l’ ambiente per attenuare così gli effetti del cambio climatico. E’ questo l’obiettivo della cosiddetta «Iniziativa del Turismo della Barriera corallina Mesoamericana», conosciuta anche come «Marti» nella sua sigla in inglese. Un progetto pilota al quale hanno aderito finora, come dichiarato dal direttore dell’Ahrm (Associazione degli Hotel della Riviera Maya), 15 hotel e che coinvolge circa 2.900 persone. Si tratta di un protocollo d’intesa nel quale vengono definite le norme comportamentali, da sottoporre anche agli ospiti delle strutture, per ridurre il consumo di acqua ed energia. Una strategia di riduzione da applicarsi nell’arco di cinque anni e che garantirà, secondo i promotori, un risparmio del 70% di acqua e un 25% di energia elettrica e termica. Tutto a beneficio dell’ambiente, oltreché delle tasche degli albergatori. Gli hotel che hanno aderito all’iniziativa sono: Azul Beach, il Bahia Principe, il Ceiba del Mar & Beach Resort, il Club Akumal Caribe, l’H10 Hacienda Maya, Occidental Allegro Playacar, Occidental Flamenco Xcaret, Occidental Royal Hideaway, il Royal Hacienda, la catena di alberghi El Dorado e quella del Grand Palladium. Per maggiori informazioni su questa iniziativa si può visitare il sito www.mesoamericanreef.org. E proprio in materia di riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai cambi climatici, il Messico si è fatto promotore di un importante progetto. Nell’ambito del recente Foro Economico Mondiale di Cancun, Juan Rafael Elvira Quesada, segretario generale della Semarnat (Segreteria per l’ ambiente e le risorse naturali), ha proposto la creazione di un Fondo Multinazionale per il Cambio Climatico. Il progetto è stato illustrato dal direttore della Semarnat a capi di stato ed autorità estere presenti nel corso della conferenza dal titolo «Il regime post-Kyoto: implicazioni per gli affari di oggi». Secondo quanto dichiarato da Juan Rafael Elvira Quesada, il fondo si alimenterebbe grazie a donazioni volontarie e finanziamenti statali. Obiettivo del nuovo organismo è quello di trasferire tecnologia avanzata a stati come il Messico, che vorrebbero fare di più in materia di cambi climatici, ma che sono impediti dalla mancanza di tecnologia e risorse necessarie. Il fondo multinazionale si affiancherebbe ad organismi simili già esistenti ma, secondo il direttore della Semarnat, permetterebbe ad economie emergenti come quella messicana di partecipare attivamente alla riduzione degli effetti dovuti ai cambi climatici. Juan Rafael Elvira Quesada ha poi concluso sottolineando come il fondo multinazionale proposto non sostiuirebbe il Protocollo di Kyoto, ma sarebbe complementare a questo e su scala mondiale. |
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