| Da Il Sole d'Italia numero 63 16 - 30 aprile 2008 |
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| Riviera Maya. Akumal, la spiaggia sarà doc Un riconoscimento del governo federale certificherà qualità e pulizia. Ma in altri litorali si deve risovere il problema erosione. di Massimiliano Pasquariello Akumal sarà una spiaggia certificata. Forse il primo litorale del Quintana Roo a vantare un titolo ufficiale dello Stato che ne garantisce qualità e bellezza. Nell’ambito del quarto «incontro nazionale delle spiagge pulite» infatti, l’«Instituto mexicano de normalización y certificación» ha firmato un contratto con il Cea, Centro ecologico Akumal, per avviare i lavori di certificazione della spiaggia in ottemperanza alla norma ufficiale messicana n° 120. «Ad Akumal» ha dichiarato Paul Sánchez Navarro, direttore generale del Cea, «abbiamo già completato un buon 60% dei lavori di adeguamento: la firma del contratto aggiunge solo una valenza ufficiale». La prima spiaggia in tutto il Messico a ricevere il certificato è stata Playa del Chileno a Los Cabos, in Baja California Sur. Akumal quindi potrebbe essere la prima del Quintana Roo. Il condizionale è d’obbligo visto che anche Tulum ha avviato i lavori per ottenere la certificazione. «Inizieremo con una parte di spiaggia» ha spiegato il direttore del Cea «che rappresenta l’ ampiezza minima richiesta dall’istituto per la certificazione. Applicheremo severe procedure relative al riciclaggio dei rifiuti e alla pulizia dell’arenile. Proseguiremo poi con altre porzioni di litorale al fine di migliorare la qualità dell’intera zona». E mentre Akumal si prepara a diventare una spiaggia doc, al governatore dello Stato, Félix González Canto, è stato consegnato un riconoscimento per i risultati raggiunti nei programmi di protezione e pulizie delle spiagge. Nell’ ambito dello stesso incontro nazionale poi, Félix Canto, insieme a Ivonne Ortega Pacheco, governatrice dello Yucatan, e ai rappresentanti degli stati di Tabasco, Baja California, Campeche, Colima, Jalisco, Michoacán, Nayarit, Oaxaca, Tamaulipas, Veracruz, Baja California Sur e Guerrero, ha firmato l’accordo di massima tra Federazione e Stati con il quale si destineranno 674 milioni e 740 mila pesos a progetti di conservazione. Inoltre, è stata annunciata la creazione di un Consiglio nazionale delle spiagge pulite di cui faranno parte i governatori dei 17 stati costieri messicani. Il Quintana Roo, attraverso il suo comitato di spiagge pulite «Cancún-Riviera Maya», ha definito, per il periodo 2007-2012, ben 755 provvedimenti attuativi per un investimento complessivo di 850 milioni di pesos e che prevedono l’ intervento di 14 istituzioni differenti. Il governatore ha infine sottolineato i benefici del lavoro di mappatura idrogeologica della penisola che ha fornito dati scientifici di elevato valore e qualità oltreché la prima descrizione tridimensionale dettagliata del sistema di acque sotterranee dello Yucatan. Nonostante il lavoro di enti e istituzioni per la salvaguardia dei litorali però, un pericolo costante minaccia le spiagge della Riviera Maya: l’erosione. Così gli imprenditori alberghieri, in mancanza di un piano d’intervento municipale, cominciano ad agire in forma autonoma per proteggere il litorale e il proprio investimento. È il caso di una famiglia di imprenditori che stanno costruendo, nei pressi di Playa del Carmen, un complesso turistico di 960 abitazioni. I costruttori hanno infatti richiesto al municipio l’autorizzazione per installare, di fronte alla nuova struttura, cinque barriere «frangi-flutti», di 70 metri ognuna, da posi-zionare a 100 metri dalla costa e che emergeranno di circa 20 cm sopra il livello medio del mare. Lo stesso sistema è già stato utilizzato nella zona alberghiera di Playacar dove la forza delle onde ha ridotto all’osso la porzione di spiaggia degli hotel. Insomma, una lotta continua per strappare al mare quegli angoli di paradiso tanto apprezzati da turisti e residenti. Un problema causato dalla speculazione edilizia. Oggi, infatti, i tratti di costa più colpiti dall’erosione sono quelli dove negli anni passati sono state costruite case, condomini o complessi alberghieri in maniera indiscriminata. |
