Da Il Sole d'Italia numero 59   16 - 29 febbraio 2008
© 2008 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società editrice costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
La carica degli industriali

26-29 febbraio, missione italiana in Messico.
Un evento di portata mondiale organizzato da Ministero del Commercio Internazionale, Ice,
Confindustria e Abi. In un mercato dove l’Italia, nel 2007, ha incrementato le esportazioni del 48%.

da Città del Messico

di Massimiliano Pasquariello

Sbarca in Messico una importantissima
missione imprenditoriale italiana. La
«quattro giorni» dell’industria e
dell’imprenditoria nazionale si tiene dal 26
al 29 febbraio tra Città del Messico e
Monterrey. Una missione voluta da
Ministero del Commercio Internazionale, Ice
(Istituto commercio estero), Abi
(Associazione bancaria italiana) e
Confindustria con il supporto della Camera
di commercio italiana in Messico,
Unioncamere, Simest e Sace.
Il Sole d’Italia
ha incontrato Andrea Ferrari, direttore
dell’Ice-Messico e Alberico Peyron,
direttore dalla Camera di commercio
italiana in Messico. «E’ la più grande
missione imprenditoriale del Messico.
Forse del mondo» dichiara Andrea Ferrari,
che entra nei dettagli: «Partecipano agli incontri circa 100 aziende e una decina di banche per un
totale di 200-250 persone». Un Paese, quello messicano, che anno dopo anno si conferma come
uno dei principali mercati di sbocco dell’esportazione italiana. «L’Italia è il decimo partner
commerciale del Messico» spiega Alberico Peyron «e il secondo fornitore europeo dopo la
Germania e prima della Spagna. Nel 2007 l’export verso il Messico è stato pari a circa 5 miliardi di
dollari, determinando una tendenza del +20% annuo. Il Messico è il secondo cliente nelle
Americhe e per la prima volta, l’anno scorso, è entrato nella “Top 20” dei principali partner
italiani».

Ma non solo. Il Messico rappresenta anche la porta d’accesso verso numerosi altri mercati. «Il
Messico» afferma Andrea Ferrari «ha stipulato in totale 15 trattati commerciali con 43 paesi nel
mondo diventando, di fatto, un “Paese-ponte” da dove riesportare verso le aree nord americane
e giapponesi. Senza contare che da quest’anno i dazi sui beni strumentali sono stati azzerati
mentre quelli sui beni di consumo sono decisamente bassi. Tutto questo facilita un forte
intercambio oltreché la creazione di impianti produttivi in Messico per riesportare verso gli altri
mercati».

Insomma, un mercato la cui appetibilità è in continua crescita e che richiede all’Italia alcuni
prodotti in particolare. «Il 75% dell’esportazione italiana», prosegue il direttore dell’Ice -Messico
Andrea Ferrari «riguarda i cosiddetti beni strumentali, soprattutto macchinari e componentistica
industriale. Agli impianti produttivi messicani, infatti, i mercati esteri richiedono una sempre
maggior qualità del prodotto la cui garanzia è affidata all’eccellenza dei macchinari italiani. Infine,
una buona fetta di esportazione è assicurata anche ai materiali plastici». La qualità, poi, riguarda
anche i beni di consumo di fascia alta per i quali siamo famosi nel mondo: «Il consolidarsi in
Messico di una classe sociale di alto potere acquisitivo» chiarisce Ferrari «ha determinato una
crescente richiesta di beni di consumo di qualità elevata: alta moda, arredamento e prodotti
agroalimentari. Il fatto nuovo è che in passato questo tipo di prodotti italiani arrivava dagli Stati
Uniti, che funzionava da paese-ponte, mentre ora si è stabilito un commercio diretto».

I numeri confermano l’appetibilità del mercato messicano. «L’esportazione italiana verso il
Messico, che negli anni precedenti cresceva del 10-15%», continua Ferrari «nel 2007 ha avuto
un vero e proprio boom con un incremento del 48%, per un totale consolidato di circa 5.600
milioni di dollari». Un mercato la cui potenzialità era già stata intuita da numerosi imprenditori
italiani. «In base ai dati raccolti dal censimento dell’Ice» racconta il direttore della Camera di
commercio italiana in Messico «a settembre 2006 risultavano registrate in Messico 905 imprese
con investimenti italiani. L’80% circa di queste società è a capitale italiano maggioritario. Tra le
principali imprese che hanno realizzato investimenti produttivi in Messico, c’è il Gruppo Techint
che, attraverso la sussidiaria TenarisTamsa, è il primo gruppo industriale del Paese e si occupa
della produzione di tuberia indu-striale per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas. Inoltre,
è presente Zegna con uno stabilimento di settecento dipendenti che si dedica alla produzione per
il mercato nordamericano, asiatico ed europeo. L’imprenditoria italiana è molto presente a Città
del Messico e dintorni oltreché nella regione del Bajío (Guadaljara, Aguasca-lientes, Guanajuato,
Querétaro, San Luis Potosí) e nella Riviera Maya».

Insomma, una missione imprenditoriale dai grossi contenuti era d’obbligo. A partecipare alla
kermesse ci saranno importanti nomi dell’economia italiana come l’ambasciatore Umberto Vattani,
presidente dell’Istituto per il commercio estero, Massimo Mamberti direttore generale dello stesso
Ice, Corrado Faissola, presidente dell’Abi, Gianfranco Caprioli, direttore generale del Ministero
del Commercio Internazionale, Alessandro Barberis, vicepresidente della Unioncamere, oltreché i
vertici di Confindustria e di diversi istituti bancari. Gli organizzatori, per la parte messicana sono:
Ministero economia pro-Mexico (omologo dell’Ice), il Comce (una sorta di Ice della Confindustria)
e Concamin (equivalente della nostra Confindustria ).
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Sopra, Alberico Peyron, direttore
della Camera di commercio
italiana a Città del Messico.
A destra, Andrea Ferrari,
direttore dell' Ice Messico.