| Da Il Sole d'Italia numero 59 16 - 29 febbraio 2008 |
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| Intervista al prossimo presidente. Amministrerà il municipio di Solidaridad fino al 2011. Con il contributo di tutti, messicani e stranieri residenti. Obiettivi primari? Più lavoro, contenimento della spesa pubblica e incremento del flusso turistico. Ma nel rispetto dell'ambiente. La sfida di Román da Playa del Carmen di Vito Taormina Il 10 aprile, giorno del suo insediamento ufficiale, diventerà il primo presidente del municipio di Solidaridad nato a Playa del Carmen. Lui è Román Quian, 40 anni, il candidato del Pri che il 3 febbraio scorso ha stravinto le elezioni municipali. Nei prossimi tre anni condurrà le redini di un municipio con una crescita demografica vertiginosa: 22% all’anno contro il 2% della media nazionale. Un municipio che si estende per circa 130 chilometri lungo il Mar dei Caraibi, un vero Eldorado per le grandi catene alberghiere. Un piccolo grande sogno diventato realtà per migliaia di piccoli imprenditori che operano nel settore turistico. E che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo. Soprattutto dall’Italia. Lei sarà il primo presidente municipale originario di Playa del Carmen. Dove è nato esattamente e cosa ricorda della sua infanzia? Sono nato nella zona che oggi si conosce come il complesso turistico di Playacar. I miei giochi erano semplici ed erano sempre legati alla sabbia e al mare. Il mio primo impiego lo trovai al molo: lavoravo come «triciclero», trasportavo merci e turisti nei tipici veicoli a tre ruote. Avevo dieci anni. Allora a Playa del Carmen eravamo davvero pochi e i turisti erano nostri amici, anzi erano trattati come persone di famiglia. Per questo ricordo il mio primo lavoro come un gioco di bambini. Come è nata la sua passione per la politica? Quando vivi in un posto come Playa del Carmen, ti rendi conto di essere privilegiato: con il passare del tempo comprendi che non tutti hanno questo vantaggio ed è qui che nasce la coscienza sociale necessaria per convertire la politica in una passione. In questo percorso ho capito che possiamo aiutare coloro che hanno meno e individuare quali sono le persone veramente bisognose: così è iniziata la mia carriera politica. Lei ha vinto queste elezioni con un margine nettissimo. Come pensa di ricambiare la fiducia degli elettori? Per la prima volta il mio partito, il Pri, ha riconosciuto che esistono politici di valore nati a Solidaridad. Per me non si tratta di un premio, ma di una sfida nella quale sarò affiancato da tutti i cittadini, originari del luogo e stranieri, che hanno contribuito alla grandezza di questa città famosa in tutto il mondo come meta turistica. A partire da questa presa di coscienza collettiva, avremo fra le mani un destino comune. Quali sono i punti di forza di questo municipio e quali sono i settori che invece hanno bisogno di particolare attenzione? E’ indiscutibile che bisogna in primo luogo continuare a promuovere Solidaridad come meta turistica. Però si devono anche potenziare servizi e infrastrutture, costruire migliori scuole e ospedali, garantire la sicurezza dei cittadini, incentivare il buon governo e favorire lo sviluppo equilibrato di tutto il Municipio. Per quanto riguarda i settori che hanno bisogno di attenzione particolare, dobbiamo concentrarci sulla questione lavoro e sul contenimento della spesa pubblica. Seguirò i consigli dei miei assessori... ovvero i cittadini di Solidaridad. Parliamo di ambiente. Esiste, secondo lei, una maniera per incrementare lo sviluppo turistico, ma al tempo stesso salvaguardare la natura? Solidaridad è un territorio con una grande biodiversità che è parte integrante della nostra offerta turistica. Il lavoro del mio governo sarà di convincere gli imprenditori a investire tenendo presente questo senso di responsabilità sociale. Nei prossimi tre anni, quali pensa che saranno le zone di Playa del Carmen che si svilupperanno maggiormente sotto il profilo urbanistico-edilizio? In base al piano regolatore, le aree a maggior sviluppo urbano saranno il nord est di Playa del Carmen, il sud di Puerto Aventuras, il sud di Akumal, il sud di Chemuyil e la periferia ovest di Tulum. La parte nord-est di Playa del Carmen, che ruota intorno all’Avenida Constituyentes, diventerà quindi il cuore della città. Nel contesto di questo sviluppo, pensa che durante il suo mandato inizieranno i lavori per lo svincolo autostradale Cancún - Tulum che passerà dietro Playa del Carmen? Vedere realizzato questo progetto è un gran desiderio di tutti i cittadini. Perché oggi Playa del Carmen è come se fosse divisa dall’autostrada che la attraversa. Lo svincolo permetterà di unire la città. Per questo motivo, faremo tutto il necessario affinché questo progetto venga portato a termine. La Riviera Maya è visitata ogni anno da circa 150 mila turisti italiani, oltre ai diecimila già residenti. Qual è il suo messaggio a questa grande comunità? Per noi è gratificante che gli italiani si siano integrati in maniera così eccezionale nella nostra società. Gli italiani hanno portato investimenti, ma soprattutto cultura. Zone conosciute come «La Pequeña Italia» a Playa del Carmen sono l’espressione di questa integrazione. Un fenomeno sociale che ci arricchisce e che ha dato un’identità specifica alla Riviera Maya. Ottenere un permesso di residenza Fm3 a Playa del Carmen è un processo lungo e difficile rispetto ad altre località del Messico. Perché? Playa del Carmen è una sottodelegazione dell’Instituto Nacional de Migración. Da parte nostra, come municipio, consiglieremo l’apertura di una delegazione. Proseguirà la rubrica «Il sindaco fra noi» su Il Sole d’Italia? Certo. Tutti siamo cittadini di Solidaridad. |
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