Il Sole d'Italia numero 55  
 
16 - 31 dicembre 2007
Clicca qui per visualizzare la pagina dell' edizione cartacea che contiene questo articolo.
Nota: se non riuscite a visualizzare la pagina è perché non avete installato Adobe Reader sul vostro
computer. Per scaricare il programma gratuitamente,
cliccate qui.
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società editrice costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
Sabru Import-Export
S.A. de C.V  
Importatore
e distributore
per il Messico.
Per informazioni
984 807 8394 / 93
fabiosab@hotmail.com
Isla Mujeres,
Av. Hidalgo.
Pizza in forno a legna,
la carne più gustosa,
il pesce più fresco.
Specialità alla griglia.
Tel. 998 877 1273
angeloisla@yahoo.com
Il piacere
della vera
cucina italiana.
Pizza in forno a legna,
chef italiano
Av. Constituyentes
entre 10 y 15
Playa del Carmen
www.espressoplaya.net
Hotel a gestione
italiana nel cuore
di Playa del Carmen.
La tua casa al mare.
Albergo in stile
messicano a Tulum
interpretato
con sensibilità
Italiana.
Pinne,  maschere,
erogatori, attrezzature
complete per sub.
Playa del Carmen
(Plaza Antigua,
appena fuori da
Playacar)
Tel. 998 876 3030
Caffetteria italiana
e aperitivi.
Playa del Carmen,
5ta Avenida e Calle 26
Il rifiuto all’immondizia
«A Playa del Carmen ne produciamo troppa» dichiara Beatriz Urtuzuastegui, l’ecologista  che dalle bottiglie costruisce
vasi, dal vetro crea opere murarie e dai tappi delle birre ottiene strumenti musicali. Un’arte che ora vuole insegnare.

da Playa del Carmen

di Massimiliano Pasquariello

Sepolti dall’immondizia. Assediati da rifuti spesso tossici che avvelenano le persone, il terreno e le falde acquifere. La
convivenza tra uomo e ambiente pone a rischio lo stesso futuro della specie umana. Da più parti si levano gli scudi per
combattere i malcostumi: dall’ex vice-presidente americano Al Gore e dal suo comitato intergovernativo per i cambi
climatici, appena insigniti del premio Nobel per la Pace, fino al monito lanciato dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-
moon, al congresso internazionale di Bali, in Indonesia.

Per dare un futuro degno alle nostre generazioni, bisogna però partire dalle basi, cercando di sviluppare una cultura di
convivenza responsabile con l’ambiente che ci circonda. Ne è convinta Beatriz Urtuzuastegui messicana di Culiacan,
Sinaloa, ma che da 12 anni vive a Playa del Carmen: qui nella Riviera Maya si è impegnata nella lotta alla produzione
indiscriminata di immondizia. «A Playa del Carmen si producono circa 400 tonnellate di immondizia al giorno» dichiara l’
ecologista che vive nel quartiere Ejido in una originale villa in cui tutto è riciclato o riutilizzato (anche l’acqua piovana) e
dove vivono diverse specie di animali. «Nella capitale messicana la produzione pro-capite di immondizia è di circa tre chili: a
Playa del Carmen questo valore è quasi 10 volte superiore» puntualizza  Beatriz. Anche lo smaltimento poi diventa un
problema quando non ci sono strutture adatte.

«Le due discariche municipali sono completamente inidonee» continua Beatriz, che aggiunge: «L’immondizia viene
semplicemente lasciata sul terreno e finisce per contaminare il manto freatico e, di conseguenza, le falde acquifere, mare
compreso». E’ necessario ridurre la quantità dei rifiuti ma anche curare la qualità dell’immondizia che generiamo. «Vanno
assolutamente evitati tutti i prodotti di polistirolo» suggerisce Beatriz, che spiega: «Si tratta di un materiale che non solo
non si dissolve facilmente nell’ambiente, ma che produce anche sostanze cancerogene. Impariamo poi a fare una raccolta
differenziata dei rifiuti: vetro, lattine, plastica e cartone vanno opportunamente divisi e poi consegnati al centro di raccolta
che si trova sulla carretera Federal di fronte a Paamul».

Ma la cosa importante è creare una cultura della «riduzione» dei rifiuti. «Otto mesi fa» racconta Beatriz «decisi che
bisognava fare qualcosa per garantire un futuro ‘pulito’ ai miei nipoti. Invitai cinque amiche a casa e spiegai loro come
ridurre la quantità di immondizia che produciamo e perché fosse necessario farlo. Alla fine degli incontri, chiesi a ciascuna
di loro di impegnarsi a trasmettere quella stessa cultura ad almeno due conoscenti e così via, creando quindi una struttura
piramidale che ci avrebbe aiutato a contattare il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile: i risultati
raggiunti sono entusiasmanti».

Ecco alcuni consigli: «Con le bottiglie si possono realizzare bellissimi vasi; i pezzi di vetro o le bottiglie intere, possono
essere integrate in opere murarie creando colorati giochi di luce. I tappi delle birre, infilati in una collana di fil di ferro, si
trasformano in strumenti musicali per i più piccoli. Inoltre, quando andiamo a fare compere, usiamo borse di tessuto che ci
porteremo da casa invece di accettare i sacchetti di plastica dei negozi. E questi sono solo alcuni dei tanti accorgimenti che
possiamo adottare». Insomma, l’allarme è lanciato e chi si volesse unire alla causa o anche semplicemente saperne di più,
può contattare Beatriz Urtuluastegui al numero cellulare (984) 116 61 61.
Vai alla prima pagina