Nuota con i delfini!
Il Sole d'Italia numero 53
16 - 30 novembre 2007
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società editrice costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
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RIVIERA MAYA
I samurai a Playa
Festival internazionale delle arti marziali. Il 30 novembre, negli spazi del centro sportivo Poliforum,
esibizioni e seminari di esperti appartenenti a nove discipline. Prevista la partecipazione di oltre 200 atleti.
da Playa del Carmen, Messico
di Massimiliano Pasquariello
Le arti marziali sono una prerogativa delle civiltà dell’estremo oriente. In quella parte del mondo infatti, le diverse
disciplinesportivo-filosofiche vantano tradizioni millenarie. Certo è che, a parlare di Kung Fu, Tae Kwon Do e quant’altro, il
pensiero non corre al Messico. Tanto meno a Playa del Carmen. Eppure negli ultimi anni il culto di tutto ciò che è «oriente»
ha fortemente influenzato le abitudini degli abitanti della Riviera Maya. La pratica delle arti marziali, insomma, è ormai
consolidata anche grazie a Miguel Gallardo, premio al merito sportivo come miglior allenatore di arti marziali e residente a
Playa del Carmen da otto anni.
Ed è proprio Miguel Allardo che si è preoccupato di organizzare il primo Festival internazionale delle Arti Marziali che inizia il
30 novembre presso la nuova struttura del Poliforum di Playa del Carmen. Si tratta di una kermesse unica nel suo genere
per numero di discipline presentate e per stati partecipanti.
Sono infatti in programma seminari, esami ed esibizioni di ben nove diverse arti marziali: Aikido, Tae Kwon Do, Kung Fu,
Muay Thai, Hapkido, Ju Jitsu ,Tai ChiChuan, Capoeira e Full Contact.
Al seminario sono iscritti atleti di 16 stati messicani oltre che alcuni rappresentanti di stati esteri, anche europei. Si tratta di
un evento che per la prima volta approda in Quintana Roo e per il quale si attendono, per la sola inaugurazione, almeno
1.500 visitatori ed oltre 200 atleti. Uno sforzo organizzativo di una certa importanza al quale ha contribuito anche l’Istituto
Municipale dello Sport.
La kermesse disporrà anche di uno schermo di quattro metri per tre e le esibizioni saranno accompagnate in musica.
Insomma, un festival che ha lo scopo di avvicinare un sempre maggior numero di persone offrendo uno spettacolo
variegato e internazionale: Miguel Gallardo e il municipio invitano tutti a partecipare. Ecco, in estrema sintesi, il profilo delle
nove arti marziali di scena a Playa.
Capoeira. E’ una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei
movimenti. Quest’antica lotta di liberazione deriva da una danza e in Brasile la si può vedere praticata per le strade, negli
spettacoli e nelle palestre. Un’altra forma venne strutturata col tempo come una vera e propria arte marziale, sempre con
sottofondo musicale: è la «Capoeira Regional».
Aikido. Ha le sue radici in una delle più antiche arti da guerra giapponesi. Il suo insegnamento era tenuto segreto e rivelato
solo a pochi discepoli per lo più nobili. Fu reso popolare in tutto il mondo da Morihei Ueshiba (1883-1969) che attinse dalle
tecniche del Jujitsu e del Kenjutsu (la pratica della spada). L’Aikido si fonda su una serie di movimenti basati sul principio
della rotazione sferica e sull’utilizzo del Ki, l’energia interiore.
Full Contact. Per rendere il karate spettacolare come il pugilato, il campione americano Joe Lewis creò il «Full-Contact
Karate» o «Professional Karate» che permetteva agli atleti di colpirsi con il pieno contatto dalla cintura in su, sia con i calci
che con i pugni. Il primo torneo con delle «borse» in palio fu organizzato nel 1974 dall’americano Mike Anderson, dal
maestro coreano di tae kwon do Jhoon Rhee e dal tedesco Georg Brukner.
Ju Jitsu. E’ una delle più antiche arti marziali, da cui ne sono derivate numerose altre. Era infatti una delle sette arti marziali
che il samurai doveva saper praticare.
Letteralmente significa «Arte della cedevolezza» o «Arte gentile» (Ju = gentile, Jitsu = arte): quindi con l’obbiettivo preciso
di fare il minimo sforzo per neutralizzare l’avversario. Queste micidiali tecniche di corpo a corpo vengono ancora oggi
insegnate nelle accademie militari.
Taekwondo. Letteralmente, in coreano, Taekwondo significa «l’arte di calciare in volo e colpire di pugno». Praticato sin dal
1° sec. a.C. come arte marziale, il Taekwondo si è affermato come disciplina sportiva di combattimento nella seconda metà
del secolo XX, distinguendosi per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba.
Kung Fu. Questa primordiale arte marziale cinese, nel corso dei secoli, ha ispirato tante altre discipline. Praticato dai
monaci buddisti per difendere i loro monasteri dagli attacchi nemici, il kung fu è diviso in numerosi stili di combattimento. Si
hanno così gli stili interni (come il Tai Chi) e quelli esterni come tigre, serpente, leopardo, gru e drago. A Bruce Lee il merito
di avere diffuso quest’antica arte marziale in tutto l’Occidente.
Muay Thai. Nota anche come boxe tailandese, ha le sue origini nella Mae Mai, antica tecnica di lotta utilizzata dai guerrieri
thailandesi che la usavano come ultima risorsa quando venivano disarmati. Caratteristiche di quest’arte marziale micidiale
sono i colpi inferti con tibie, gomiti e ginocchia. La Muay Thai è nota anche come «la scienza degli otto arti» perché impiega
otto punti del corpo per colpire.
Tai Chi Chuan. In cinese, letteralmente significa «suprema arte di combattimento». Nato come sistema di autodifesa, si è
trasformato nel corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio per la salute ed il benessere che si basa sull’utilizzo dell’
energia interiore. Esistono diversi stili, alcuni dei quali orientati verso tecniche di difesa personale e che insegnano l’uso
delle armi bianche cinesi.
Hapkido. Arte marziale coreana, ispirata all’aikido e al jujitsu, che impiega leve, punti di pressione, proiezioni, calci e altri
colpi principalmente per la difesa personale. In coreano, hapkido viene tradotto come «l’arte della coordinazione della
forza». Questa disciplina, che si basa sul combattimento corpo a corpo, è spesso studiata come complemento nelle scuole
di taekwondo.