da Playa del Carmen, Messico

di Massimiliano Pasquariello

Turismo responsabile, commercio equosolidale, auto-sostenibilità. Sono queste le parole chiave del
viaggiatore moderno nel tentativo di salvare capra e cavoli: soddisfare la voglia di conoscere nuovi mondi e,
allo stesso tempo, salvaguardare habitat e tradizioni delle popolazioni locali. Ecco lo spirito con cui i milanesi
Stefano Conti Gallenti e Monica Americo hanno dato vita a un interessante progetto insieme alla comunità
maya di Dos Palmas.
«Alcuni anni fa, grazie all’amico e attuale socio Gabriel Rodriguez,
ebbi l’opportunità di visitare la famiglia Mazon, nucleo della
comunità di Dos Palmas, e assistere alla cerimonia del Temazcal
(vedere l’articolo a destra, ndr) con la quale i Maya celebrano la
purificazione e rinascita del corpo e dello spirito» racconta Stefano
Conti, che continua: «Rimasi completamente affascinato. Poi, anni
dopo, mi ritrovai a lavorare come guida turistica con il figlio dello
stesso sciamano che aveva celebrato la cerimonia».
Da lì iniziarono le prime chiacchiere ed emerse la necessità, da
parte del giovane maya, di ritornare alla famiglia per perpetuare le
tradizioni e non abbandonare la comunità al proprio destino.
«Fu così che decisi di dar vita a un progetto per aiutare la comunità
ad essere economicamente autosufficiente attraverso l’apertura delle proprie cerimonie a un turismo
responsabile» prosegue Stefano, che ricorda una data fatidica: «Il 15 agosto del 2004 inaugurai il nuovo tour
che portava i turisti alla comunità di Dos Palmas. Però doveva essere un tour differente, dove il visitatore
diventava parte attiva del rito. Il successo fu notevole: per la prima volta il viaggiatore non era uno spettatore
ma viveva da dentro e sulla propria pelle la magia della cerimonia».
Oggi a Dos Palmas, la famiglia è in grado di sostentarsi in maniera autonoma è l’obiettivo di Stefano è
raggiunto: «La comunità è ormai pronta per camminare da sola. Possono continuare ad autosostentarsi
grazie alla notevole eco di successo riscossa dalla cerimonia del Temazcal a livello turistico» spiega Stefano
«ma, soprattutto, è stato raggiunto l’obiettivo di mantenere una realtà sociale in vita.
I componenti di Dos Palmas non hanno obblighi religiosi se non quello di perpetuare le tradizioni rituali che
da sempre hanno scandito la vita dei Maya».
E sembrerebbe anche che un energico patriarca della comunità vigili costantemente sulla correttezza delle
cerimonie. «Nella comunità di Dos Palmas», prosegue Stefano Conti Gallenti «esiste uno sciamano che
celebra il rito ma, sopra ogni cosa, c’è “l’abuelo”: è don Polo, un infaticabile vecchietto di 95 anni che di
giorno è indaffarato nei campi a raccogliere legna e alla sera presenzia ai riti accertandosi che tutto venga
celebrato a regola d’arte». L’obiettivo insomma è raggiunto: una comunità maya di circa 20 persone è oggi in
grado di perpetuare le proprie tradizioni ricavandone il necessario sostentamento economico.
Ma questo è solo l’inizio per Stefano e Monica.
«Ci sono centinaia di comunità che vivono lo stesso problema che avevano a Dos Palmas» racconta Stefano,
che aggiunge: «Vorremo proseguire il progetto con altre famiglie maya per arginare l’emorragia di giovani
che abbandonano le tribù in cerca di lavoro, pregiudicandone così la sopravvivenza dei culti».
Per saperne di più e partecipare a una cerimonia del Temazcal, Stefano e Monica si possono contattare
presso la loro agenzia di Playa del Carmen (Av. Costituyentes, angolo con av. 10) di fronte alla Scotiabank. Il
sito Internet è: www.dospalmas.info.
numero 42
1-15
giugno
2007
Italiani in Messico.
Due milanesi maya
Dal 2004, Stefano Conti Gallenti e Monica Americo organizzano un tour notturno che consente
di partecipare al rito purificatore del «Temazcal». Un esempio di turismo equo-solidale:
infatti, grazie ai proventi, la comunità indigena di Dos Palmas è ora diventata autosufficiente.
Sciamano
al lavoro.
Alcune fasi del rito
notturno
di purificazione
nella comunità
indigena di Dos
Palmas.
In alto a destra,
Monica Americo
e Stefano
Conti Gallenti.
La parola Temazcal significa, in
lingua Náhuatl, «bagno di vapore».
Il Temazcal è una struttura circolare
chiusa, a forma di cupola, all’interno
della quale viene praticata una
sorta di sauna ponendo al centro
delle pietre bollenti e bruciando
erbe aromatiche. Si tratta di un’
antica tradizione preispanica
attraverso la quale i maya
purificavano il corpo e l’anima: il
Temazcal, umido e oscuro all’
interno, rappresenta il ventre
materno e uscirne, dopo alcune ore
di meditazione e canti, significa
rinascere.
I visitatori della comunità di
Dos Palmas hanno la possibilità di
diventare parte integrante della
cerimonia. Ecco come.
Innanzitutto la preparazione inizia
ben prima della celebrazione del rito.
Il «corridor del fuego» sceglie e
scalda le 52 pietre vulcaniche che
comporranno il «camino» centrale
nell’arco delle quattro fasi della
cerimonia.
I partecipanti vengono condotti nel
«cerchio delle danze» dove
imparano a suonare le grandi
«caracoles» (conchiglie) che
sanciranno poi l’inizio del rito.
Lo sciamano, che conduce la
cerimonia fuori e dentro il Temazcal,
accoglie le persone all’altare,
spiega la
simbologia del rito e benedice l’area
cerimoniale e i partecipanti con l’
aspersione del Copal (incenso).
A questo punto viene offerta una
bevanda chiamata Bal-Ché.
Si tratta di una miscela di acqua,
miele ed infuso di Bal-Ché, un té
aromatico estratto da una pianta
locale. La
bevanda, servita in una ciotola
chiamata «jicara», ha lo scopo di
evitare la disidratazione (acqua),
fornire energia (miele) e favorire l’
eliminazione delle tossine (Bal-
Ché). Dopo aver bevuto
il corroborante infuso, i partecipanti
suonano le «caracoles»
rivolgendosi alternativamente verso
quattro punti cardinali, al cielo
(Universo) e al suolo (madre Terra).
Ora tutto è pronto per entrare nel
Temazcal. Il rito si divide in quattro
fasi della durata di circa 30 minuti
ognuna.
La prima fase, della «paura», serve
a superare la tensione di trovarsi in
un luogo chiuso, al buio e al caldo.
Nella seconda parte, dei «canti», si
intonano melodie maya che
preparano alla terza fase, quella
della
«meditazione». Il rito si conclude
con l’ultima frazione che sancisce la
«rinascita» dal grembo della madre
Terra.
La cerimonia prosegue poi con il
battesimo dei partecipanti ai quali
viene versata dell’acqua sulla testa.
Infine si conclude con un bagno
rigeneratore nel cenote della
comunità di Dos Palmas.
Temazcal, un rito
per rinascere
purificati
nel corpo e nell’anima
© 2007 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
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